REED CONSERVATION SOCIETY - Sing A Song That Never Ends

2026 (Hot puma)
folk-pop, songwiter

Nato dall’intuizione artistica di Mathieu Blanc e Stéphane Auzenet, il progetto Reed Conservation Society scardina fin dagli esordi il concetto tradizionale di band. Concepito come un vero e proprio collettivo aperto a contaminazioni e contributi esterni, il gruppo dichiara la propria natura fluida già nel debutto discografico “La Société De Préservation Du Roseau”, impreziosito da una fitta rete di musicisti ospiti. La vera svolta coincide con il passaggio da realtà autoprodotta a punta di diamante dell’etichetta Hot Puma, sottolineato da una modifica anche strutturale.



Per il nuovo album “Sing A Song That Never Ends” la formazione si evolve e si consolida in un quartetto di assoluto spessore grazie agli innesti strategici di Cédric Bermond alla batteria e Nicolas Pain al basso. Questa maturazione geometrica non ne tradisce però l’identità originaria: il nucleo stabile continua infatti a dialogare con un parterre di ospiti eccellenti – tra cui spiccano i contributi di Florian Robinaux, Emma Broughton, Vincent Mougel e un raffinato ensemble d’archi – confermando la band come una delle realtà più dinamiche della scena folk-pop attuale.



È un pop dai tratti letterari e poetici quello della formazione francese. Le canzoni sono seducenti, delicate e armonicamente ispirate, caratterizzate da sfumature estetiche fugaci e non adatte a una fruizione distratta o casuale. Già dal nome, i Reed Conservation Society non fanno mistero delle proprie influenze, avendolo preso in prestito da un brano di Jeff Tweedy; il delicato e colto folk-pop del gruppo osserva infatti con sagacia sia la tradizione europea sia quella americana. Con un immaginario così ampio, i musicisti passano agilmente dalle fiabesche atmosfere di “I Keep The Thorns Right In My Chest” – a metà strada tra Clientele e Trembling Blue Stars – ai più audaci toni in stile Apartments di “Bucky Jay”, una ballata dalle mutevoli melodie e dagli intrecci di tromba e groove soffusi che regalano al brano un’aura quasi cinematografica.


Con identica verve, i francesi raccontano la mitologia pop americana in “Elvis Has Left The Building”, una poetica ballata dove un’algida lirica trova nell’elegante arrangiamento d’archi in stile Divine Comedy/E.L.O. la sua perfetta chiave romantica.
Quel che sorprende è la capacità degli autori di restare fedeli a una narrazione sonora coerente senza mai diventare manieristici. Ne è prova il perfetto bilanciamento dell’album, capace di alternare alle soavi trame acustiche di “I Wish You Were Much More Than An Affair” il vigore pop di “Goldfish With Glitter Gleam”: tre minuti e venti secondi di pura energia melodica.

18/08/2026

Tracklist

  1. 1. I Keep The Thorns Right In My Chest
  2. 2. Sainte-Marine
  3. 3. The Kruize
  4. 4. Bucky Jay
  5. 5. If I Could Change Myself Into Water
  6. 6. Elvis Has Left The Building
  7. 7. I Wish You Were Much More Than An Affair
  8. 8. Goldfish With Glitter Gleam
  9. 9. Whistle In The Tree
  10. 10. Modesty Of Heart
  11. 11. All The Stars Fall Asleep

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