THOMAS UMBACA - Waiting Music To Surprise Me Again

2026 (Ponderosa)
classica contemporanea

Dopo l’ottimo esordio di “Umbaka” nel 2023, il pianista anglo-italiano torna con un lavoro più stratificato, orfico, segnato dal discreto desiderio, divagando, di lasciarsi sorprendere dal mondo e dalle sue piccole cose.
Co-prodotto da Amedeo Pace (Blonde Redhead), il disco non rinuncia alla sua vena new classical e pone il pianoforte al centro delle composizioni, ma ne amplia le potenzialità suggestive con nuovi elementi: la complessa struttura di synth, elettronica, campionamenti e voci sospese concorre infatti a creare un ambiente imprevedibile entro il quale lo spirito si manifesta.
I brani affiorano all’ascolto come visioni e sogni, momenti di dormiveglia, dove i ricordi e le nostalgie si mischiano alla sorpresa, e le domande hanno i contorni offuscati dell’incertezza. La musica si muove come un’alba lenta, che scopre con la sua luce tiepida le deserte architetture cittadine o le umbratili tortuosità naturali, ridestando, con leggerezza, una coscienza del mondo fino ad allora rarefatta. Il risultato è un continuo risveglio dell’animo, un accorgersi d’essere partecipe di un più grande disegno, musicale ed esistenziale, che muove dalle piccole cose attraverso le sottili corde del piano, che tutto dipana e ordina, tutto sostiene e dirige.

 

Emblematica dell’approccio compositivo è l’apertura “StreAM”, che sommerge l’armonia in riverberi elettronici “a coulisse” e melodie vocali ampie e dolci, capaci di evocare nella sospesa progressione armonica al contempo un magico riscoprirsi, e un ritorno infantile, felliniano, alla meraviglia delle prime volte.
“Omnibus” incalza il ritmo scandito dal pianoforte con percussioni, cascate luminose d’elettronica e toni strozzati d’ottone al limite della fourth world music; esuberanze che “Float (Best Way To)” acquieta, per riportare l’ascoltatore alle notti metropolitane, tra rumori di passi, vibrazioni di charleston e accordi ridoppiati dalla chitarra distorta. Atmosfere riscontrabili anche nella successiva “All Gates” dove il toy piano e i synth creano contrasti fra urbano e bucolico.
“H. Who Are You?” è ispirata all’Orazio di Heiner Müller, e vuole mostrare, con le sue accelerazioni drammatiche e i suoi cori estatici, il conflitto interiore dell’essere umano (il misterioso H.) costretto a scegliere tra bene e male, consapevole che entrambi dimorano nell’animo suo, in egual misura, inestirpabili.

 

È in fin dei conti un viaggio allucinato dentro sé stessi e a ritroso: “Back To 13”, “Huh Your Voice” cercano le altezze dolorose dell’infanzia, del bambino che guarda per la prima volta il suo riflesso e prova a riconoscere i segni dell’umanità che verrà. Il mistero della voce traspare dall’esuberante controcanto che i cori regalano al pianoforte, impreziositi da campionamenti di registrazioni passate. “Push Back Song” (raffinata dalla voce distante e riverberata di Any Other) e “Felix” indagano la solitudine e l’abbandono, dipingono luoghi svuotati dalla cifra umana nei quali, però, è rimasta una cicatrice di dolore. Il pianoforte è liquido e greve, i cori e le pesanti percussioni in caduta creano una dolente melodia che sottoscrive la severità del silenzio.
Chiude “H. You’re Good” con i suoi acidi e taglienti inserti elettronici e la distorsione inquietante della frase “There’s nothing that can’t be stopped”. Il pianoforte cerca di emergere nella barocca intarsiatura di beat, sintetizzatori e flanger di chitarra; la sua melodia dolce, perduta in questa cattiveria sonora, sembra voler, nonostante tutto, donare un timido canto di speranza, una ricerca, nell’inferno, di ciò che inferno non è.

 

Accostabile, per prossimità di genere, a quei nomi sciupati a pronunciarli, naturali antonomasie di pianoforte, Thomas Ùmbaca è stato però capace di trovare una voce propria e particolare, licenziando un album suggestivo e nostalgico, onirico e cinematografico, che riesce nel suo intento e rapisce nelle sue morgane.

26/05/2026

Tracklist

  1. StreAM
  2. Omnibus
  3. Float (Best way to)
  4. H. Who are you?
  5. Back to 13
  6. Huh, Yr voice
  7. All Gates
  8. Push back song
  9. Felix
  10. H. You're good

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