Penny & Sparrow - Let A Lover Drown You

2016 (Single Lock Records)
folk, pop-soul
Potrei liquidare l’analisi dell’ultimo album di Penny & Sparrow (Andy Baxter e Kyle Jahnke) semplicemente citando le loro palesi e dichiarate influenze, ovvero The Swell Season, Sufjan Stevens, Bon Iver, John Denver, Anaïs Mitchell e i Mumford & Sons, ma sarei ingiusto e superficiale nel tentare di racchiudere la loro musica in asettici parametri stilistici.
“Let A Lover Drown You” è il terzo album del duo di Austin, il primo a godere di una produzione altisonante (John Paul White e Ben Tanner), un progetto dalla scrittura solida e raffinata, nel quale alla semplicità e all’immediatezza corrisponde un lirismo intenso e vellutato.

Le undici tracce scorrono fluide, ricche della stessa schiettezza emotiva di Sam Beam o Paul Buchanan, trucchi e tentazioni pop sono tenuti alla larga, con un mood prevalentemente malinconico che schiva le complesse architetture folk dei seguaci di Nick Drake in favore di una coreografia urban-soul dai toni noir.
Nonostante l’orchestra e le spurie incursioni nel jazz, il duo si allinea alla tradizione di Simon & Garfunkel, Jimmy Webb e Don Mc Lean: testi introspettivi ricchi di riferimenti letterari si incastrano perfettamente nel tessuto armonico, le canzoni sono immediate e toccanti, la malinconia scivola leggiadra e lascia dietro di sé una piacevole sensazione di quiete. 

Sono undici piccoli acquerelli tinteggiati da accordi di chitarra acustica (“Bourbon”) spesso ingentiliti da tenui tocchi orchestrali (“Finery”), canzoni semplici e schiette come se fosse il primo approccio con la musica e la composizione (“Bon Temps”).
“Let A Lover Drown You” non è comunque un album facile, il lirismo è spesso crudo e sofferto, ma è proprio quando il pathos graffia e irrita che il duo convince ed emoziona, sfiorando l’arida poesia dei Blue Nile in “Bed Down“, scivolando in ariose armonie jazz-soul in “Unfold” e incantando con una progressione armonica di rara bellezza in “Catalogue”.

La coraggiosa e criptica “Makeshift” mette in gioco loop e rumori per dar vita a un’atmosfera ossessiva e lacerante, aprendo le porte al lato oscuro del songwriting di Andy e Kyle, che trova epifania in “Until Tomorrow”, “Each To Each” e “Eponine”, canzoni che scavano nel profondo della passione e della solitudine, lasciandosi cullare da harmonium e atmosfere folk-gothic, rimuovendo infine cenere e polvere e lasciando venire alla luce l’ardore, la passione e la sensualità della musica di Penny & Sparrow.

Tracklist

  1. Finery
  2. Bed Down
  3. Catalogue
  4. Makeshift
  5. Gold
  6. Bourbon
  7. Until Tomorrow
  8. Bon Temps
  9. Unfold
  10. Each to Each
  11. Eponine


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