ANENON - Tongue

2018 (Friends of friends)
elettronica/ambient

A ben guardare, gli scenari che si espandono lungo la superficie sonora di “Tongue” sono riducibili alla riproduzione di due sole realtà spaziali: la morbida tranquillità della provinciale Palaia (PI) – luogo in cui il disco è stato composto – e i ritmi frenetici di Los Angeles, la città natale del musicista. Anenon (Brian Allen Simon) sembra sfruttare le potenzialità di una musica capace di regolare il nostro senso dello spazio e del tempo per rappresentare le caratteristiche opposte delle due città. Il talento prodigioso dell’artista, infatti, emerge proprio dal controllo totale che esercita sui suoni: dilata e comprime i nostri stati d’animo e le nostre impressioni accostando sapientemente contrazione e sollievo, ripetizione e variazione.

“Two For C” snocciola arpeggi di synth sovrapposti a quelli del sax soprano, in una frenesia che sembra intensificarsi sempre di più. Ascoltare il brano è come camminare per le strade di una metropoli piovosa, spostandosi a zig-zag per riempire distrattamente gli spazi vuoti lasciati tra la folla, muovendosi al ritmo di pensieri che si intrecciano e si fortificano diventando una presenza reale. Per un momento la pioggia smette di scendere e torna la consapevolezza del mondo esterno: l’organo che avanza dritto lungo la superficie del brano imprime una pausa all’orchestra di pensieri che si articolava nella nostra mente.

Che aspetto ha il silenzio? È come se “Mansana” suggerisse: “Non quello che credevate”, mostrandosi come un brano che presenta tutti gli attributi per essere ritenuto una composizione silenziosa senza che il silenzio entri mai realisticamente a far parte della traccia: quando le note pronunciate dal sassofono iniziano a decadere, il riverbero della stanza e il rumore del vento decidono di dilatarne il suono. “Verso” è invece figlia del minimalismo, della “musica d’arredo” di Satie e dell’uso che Brian Eno ne ha fatto da “Another Green World” a oggi: alla sequenza ripetuta di due temi brevi di pianoforte se ne aggiunge una terza, più rapida, che genera l’impressione di un aumento di velocità da parte di tutti i movimenti. Anenon manda poi i loop fuori fase, formando meccaniche texture ritmiche. Ancora una volta viene reso manifesto il principio alla base dell’interiorizzazione: quando si è familiarizzato con un motivo sempre uguale a sé stesso, quel motivo inizia a cambiare.

“Pure” è infine la prima composizione con inserti noise del disco (seguita da “Tongue”): Anenon unisce ansiogeni rumori registrati e li spinge verso un’area immobile e pacifica che li inghiotte e ne azzera il suono; seguono attimi di incertezza in cui il rumore tenta di battersi contro la quiete per riacquisire libertà. Questa unione di movimento e stasi riflette esattamente l’idea di “caos controllato” che regge tutto il disco e che fa di “Tongue” un’opera bilanciata tra acustica ed elettronica. 

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22/02/2018

Tracklist

  1. 1. Open
  2. 2. Two For C
  3. 3. Mansana
  4. 4. Contra
  5. 5. Verso
  6. 6. Campana
  7. 7. Pure
  8. 8. Tongue
  9. 9. Sardinia