Rose Villain - Radio Gotham

2023 (Columbia/Arista)
pop-rap, pop-trap

Siamo finiti ad Arkham
e sognavamo Gotham

A forza di ospitate in brani altrui, Rosa Luini alias Rose Villain si è fatta conoscere da coloro che ascoltano hip-hop mainstream come Fabri Fibra, Salmo, Guè ma anche pop contemporaneo come Annalisa e Irama. Il suo quid è uno stile che dal pop sfuma verso la trap e l'elettronica, una specie di Madame combinata con Fishball e cmqmartina, cioè il vocalismo strascicato della prima ma con piú aggressività e una sfumatura malinconica, nel caso specifico anche gotica. "Radio Gotham" ha il compito di sviluppare in modo compiuto la sua personalità artistica, configurandosi come un album d'esordio che già può decidere le sorti della carriera, come richiesto dal febbricitante mercato musicale odierno.

 

Il fil rouge che lega i brani sono le lunghe ombre che si allungano nelle strade della città di Batman, infettando la mente e le relazioni. "Dalle ombre" alterna house notturna e trap emotiva, dimostrando che Rose Villain sa sia cantare che rappare. La meno creativa "Gotham", pop-trap che funge da manifesto dell'album, è bilanciata da altra house con inserti rap ("Non sono felice per te"), emo-trap con arpeggio di chitarre elettriche ("Moonlight"), una leggerezza degna del più stordito Dani Faiv ("Rari"), versi ad alto tasso erotico ("Yakuza", con coda soul-jazz) e un it-pop nostalgico ("Cartoni animati").
Rose Villain spazia senza risultare troppo incoerente, grazie a un mood che accomuna (quasi) tutti i brani e ad alcuni rimandi nei testi al mondo del fumetto e del cinema, anche se la presenza di molti ospiti rischia di diluire la personalità di alcuni brani.

Il sofferto Salmo in "Lamette" fa un compitino non particolarmente ispirato, ma l'intensità del ritornello a doppia voce ben si amalgama al resto. Il funambolico Tedua ben s'inserisce in "Due facce", stimolando linee vocali più avventurose, mentre con Geolier che fatica a trovare una sua dimensione e con Carl Brave si ricade in schemi ritriti, impantanandosi in una dinamica un po' obsoleta di duetto con vocalizzi femminili nel ritornello e come abbellimento, peraltro montati su un beat latineggiante dei più pigri. Più strano il caso di "Monet", con Elisa, con linee vocali che confondono le due voci, sovrapponendole e moltiplicandole fino al confusionario finale.
Storia a sé per "Elvis", il singolo con Guè prodotto da sixpm, unica piccola hit già conosciuta di Rose Villain, ma fin troppo vivace con i suoi ottoni squillanti per stare in quest'album.

 

Il rap italiano fatica a trovare donne che lo rappresentino e Rose Villain potrebbe inserirsi in questo spazio, forte di un album d'esordio dove si dimostra eclettica alla voce e capace di conferire un particolare taglio gotico-emotivo alla materia. Non funziona proprio tutto: qualche collaborazione sembra più dettata da esigenze di marketing che da un progetto condiviso e alcuni elementi trap-pop sono ormai stantii, non importa se riproposti da una voce femminile. "Radio Gotham", però, conserva un suo oscuro fascino, abbastanza da rinnovare l'attesa per i prossimi progetti.

Tracklist

  1. Dalle ombre
  2. Gotham
  3. Lamette
  4. Non sono felice per te
  5. Due facce
  6. Moonlight
  7. Rari
  8. Fantasmi
  9. Rehab
  10. Yakuza
  11. Monet
  12. Michelle Pfeiffer feat. Tony Effe
  13. Cartoni animati
  14. Elvis feat. Guè

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