A un anno dal mezzo passo falso di “Music From The Living Monument” – riduzione poco efficace della sua prima incursione nel mondo della danza – Carmen Villain prosegue la sua esplorazione dell’universo elettronico concentrandosi sulle potenzialità delle trame dub applicate ai suoi ormai abituali paesaggi ambient.
Le tre tracce del lavoro breve proposto sono altrettanti studi su strutture ritmiche dall’incedere ipnotico, definite da pulsazioni profonde incrociate a pattern sintetici reiterati (“Disig”), a fondali granulosi costellati da screziature materiche (“Marka”) o lasciate libere di scorrere in intrecci poliritmici dal sapore tribale (“Nutrition”). Un quarto d’ora stimolante che non può chiarire quali siano gli obiettivi prefissisi dalla musicista messicano-norvegese per il futuro prossimo, ma di certo premesse interessanti che fanno ben sperare in vista di un nuovo tassello sulla lunga distanza. Rimaniamo in attesa.
24/12/2024
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