A luglio del 2024 i
Queens Of the Stone Age si sono esibiti in una location a dir poco singolare, le catacombe di Parigi, un circuito di tunnel sotterranei nei quali furono traslati da tutti i cimiteri della capitale francese sei milioni di corpi alla fine del 1700. La città di Parigi non aveva mai concesso ad alcun artista il permesso di suonare all'interno di questi tunnel, e per i Queens Of The Stone Age scendere sottoterra e ritrovarsi in quella situazione è stata un'esperienza intensa e significativa. Il tutto pochi giorni dopo che la band si era trovata costretta ad annullare il tour 2024 (quattro giorni prima era saltata la data di Romano d'Ezzelino, a Roma e Milano fecero appena in tempo a portare a termine uno show potentissimo) a causa dei problemi di salute che hanno interessato Josh Homme, il quale decise di rinviare di qualche giorno un'operazione chirurgica urgente pur di avere la possibilità di portare a compimento questa esperienza.
Accompagnati da una sezione d'archi e senza l'ausilio della corrente elettrica, Homme, Troy Van Leeuwen, Michael Shuman, Dean Fertita e Jon Theodore hanno interpretato una selezione di brani del proprio repertorio in modalità rigorosamente
unplugged, con strumenti acustici e il solo
piano Wurlitzer alimentato da una batteria per auto, con catene e bacchette usate come strumenti a percussione: catturati come mai li avete sentiti prima d'ora, nella loro versione più elementare. È possibile rivedere il tutto nel docu-film che è stato tratto dall'insolito show, presentato nei mesi successivi presso un selezionato elenco di cinema indipendenti in tutto il mondo. A distanza di quasi un anno abbiamo a disposizione il formato audio, sotto forma di un Ep, "Alive In The Catacombs", che cattura in cinque tracce l'eccezionalità della
performance.
La voce di Homme si erge a grande protagonista, acquisendo inedite espressività, la scaletta evita i brani più noti e tirati per concentrarsi su tracce che si prestano al tipo di situazione. Il materiale selezionato è spogliato di qualsiasi sovrastruttura e riarrangiato per l'occasione.
Particolarmente indicativo il totale
restyling a cui è stata sottoposta "Paper Machete" (unico estratto dal recente "
In Times New Roman..."), resa in forma drammatica in un
mash up con "Running Joke". Altro momento chiave è l'esecuzione di "I Never Came", il brano più anziano in scaletta, risalente a "
Lullabies To Paralyze" (2005) ma da tempo fuori dalle
setlist ai concerti dei Queens. Il resto, in versione ridotta all'osso, proviene da "
Era Vulgaris" ("Suture Up Your Future", 2007), "
...Like Clockwork" ("Kalopsia", 2013, valorizzata da un meraviglioso violino) e "
Villains" (la malinconica "Villains Of Circumstances", 2017).
L'utilizzo strategico dei silenzi fra un brano e l'altro, l'ambientazione spettrale, i toni a tratti inquietanti, le esecuzioni minimaliste ma oltremodo emozionanti: tutto contribuisce alla definizione un nuovo concetto di
performance legata all'immaginario di un progetto rock.