Glen Hansard

Hansard e il cinema: da “The Commitments” a “Once” i suoi film più celebri

Non solo musica. Glen Hansard, il cantautore irlandese scomparso il 29 luglio 2026 in un incidente stradale, ha avuto un rapporto significativo anche con il cinema. La sua attività sul grande schermo non è stata particolarmente estesa, ma ha segnato in modo decisivo la sua carriera artistica, prima come attore e poi come autore di colonne sonore. I due momenti fondamentali sono rappresentati da “The Commitments” (1991) e “Once” (2007), film che hanno scandito due fasi molto diverse della sua vita.

L’esordio con “The Commitments”

Mentre sta faticosamente portando avanti la sua attività musicale con i Frames, poco più che ventenne, Glen Hansard viene scelto per recitare la parte di Outspan Foster, uno dei due chitarristi della band soul protagonista della storia nel film “The Commitments” (1991), adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Roddy Doyle.
La band nel film ripete come un mantra la propria missione di portare il soul a Dublino; la dieta sarà: “James Brown a colazione, Otis Redding a pranzo, Smokey Robinson a cena e Aretha per gli spuntini fuori pasto” e l’urlo di battaglia: “Gli irlandesi sono i più negri d’Europa, i dublinesi sono i più negri di Irlanda e noi di periferia siamo i più negri di Dublino, quindi ripetete con me ad alta voce: sono un negro e me ne vanto!”. Il giovane Glen non è convinto, teme un prematuro distacco dalle proprie origini, ha paura di perdere la propria autenticità e identità culturale.
Ma il film ha un successo planetario, diventa un vero e proprio cult generazionale dei primi anni 90. In un’intervista successiva affermerà: “Il film è stato una esperienza meravigliosa, molto facile. Eravamo a Dublino, ci si alzava alle sette del mattino, si lavorava tutto il giorno e si tornava a casa. E c’era una macchina a prenderci la mattina, quindi è stato facile. È stata una gioia”. Ma la gioia, e purtroppo anche i soldi finiranno presto: nel corso delle celebrazioni per il 25° anniversario del film, Glen ammetterà: “Per qualche ragione penso che ci siamo sentiti tutti un po’ bruciati, non da Alan o dalla compagnia cinematografica o da qualcuno in particolare, ma dall’esperienza troppo precoce, eravamo troppo giovani per questo tipo di esperienza”.

(Glen Hansard in “The Commitments” di Alan Parker)

La storia dei Commitments nella finzione del grande schermo finisce con i due chitarristi a chiedere soldi suonando per le strade e così anche nella realtà Glen Hansard dovrà presto accettare un lavoro in un bar di New York per risanare le lacrimanti casse dei Frames. “Ho un bisogno disperato di denaro. Non sono diventato uno di quei musicisti che vivono nel lusso mentre tutti si occupano delle loro necessità. Comunque, preferisco lavorare in questo modo piuttosto che cercare di scervellarmi per capire come fare i soldi con la musica, lasciando che il business prenda il sopravvento”.
Accanto ai ricordi positivi emergerà però anche una riflessione più amara. Durante le celebrazioni per il venticinquesimo anniversario del film dichiarerà: “Per qualche ragione penso che ci siamo sentiti tutti un po’ bruciati, non da Alan o dalla compagnia cinematografica o da qualcuno in particolare, ma dall’esperienza troppo precoce, eravamo troppo giovani per questo tipo di esperienza”.
La notorietà cinematografica, infatti, non si traduce in stabilità economica. Come il suo personaggio, che nel finale torna a suonare per strada, anche Hansard deve affrontare anni difficili: per sostenere economicamente i Frames arriva a lavorare in un bar di New York. “Ho un bisogno disperato di denaro. Non sono diventato uno di quei musicisti che vivono nel lusso mentre tutti si occupano delle loro necessità. Comunque, preferisco lavorare in questo modo piuttosto che cercare di scervellarmi per capire come fare i soldi con la musica, lasciando che il business prenda il sopravvento”.

“Once”: il film che cambia tutto

Il secondo e decisivo capitolo della carriera cinematografica di Hansard nasce dall’incontro con Markéta Irglová. I due si conoscono nel 2001 durante un festival musicale nella Repubblica Ceca, dove Hansard scopre il talento della giovanissima musicista, allora tredicenne. Dopo alcune collaborazioni dal vivo e la nascita del progetto The Swell Season nel 2005, vengono coinvolti dal regista Jan Hřebejk nella colonna sonora del film “Beauty in Trouble” (2006), per la quale registrano i primi brani scritti insieme.
La svolta avviene quando John Carney, ex-bassista dei Frames e ora regista indipendente irlandese, chiama Glen Hansard per collaborare alla colonna sonora del film che aveva in mente, Once. Glen coinvolge Markéta; complice il bassissimo budget del film, i due prendono la parte dei protagonisti. La pellicola galeotta è di chiara matrice autobiografica: un giovane di Dublino che ripara aspirapolvere e arrotonda suonando la chitarra per strada conosce e si innamora di una ragazza-madre. Lei di mestiere fa la venditrice ambulante di rose e riviste e dal loro incontro nasce un legame delicato e fragile, permeato da un profondo rispetto reciproco verso le differenti scelte di vita e le divergenti ambizioni personali.
La speciale collaborazione artistica si conclude con la produzione di un disco registrato assieme ad altri busker locali, prima che le loro strade si separino di nuovo. Il tema della musica di strada, della ricerca di sé attraverso il filtro dell’anima gemella sono protagonisti di una finzione scenica che palesa un chiaro parallelismo con la vita reale. Molte scene sono girate in presa diretta all’insaputa dei passanti, alcune all’interno della casa di Glen Hansard stesso.
Il film riscuote ottimi consensi dalla critica e un inatteso successo economico. La colonna sonora, distribuita dalla Canvasback Music, elemento imprescindibile della narrazione cinematografica, vede protagoniste le canzoni scritte e registrate dal duo durante il film, tra cui un paio di pezzi dei Frames.

(Glen Hansard e Markéta Irglová in “Once” di John Carney)

Per i due è l’inizio di un sogno d’amore che li porterà prima a esibirsi dal vivo per ben 250 volte in tutto il mondo in due anni infine addirittura a vincere l’Oscar come colonna sonora originale, nel 2008; i due musicisti premiati mostreranno tutta la loro commozione durante la cerimonia: “Questo significa tantissimo, non solo per noi, ma per tutti i musicisti e gli artisti indipendenti che trascorrono gran parte della loro vita a lottare – dichiara Markéta Irglová – Il fatto che siamo qui stasera, il fatto che possiamo stringere questo premio tra le mani, dimostra semplicemente che, per quanto i vostri sogni possano sembrare irraggiungibili, è possibile realizzarli”.

Il successo del film coincide anche con la nascita della loro relazione sentimentale. Nei due anni successivi Hansard e Irglová portano The Swell Season in tournée con circa 250 concerti in tutto il mondo e pubblicano il secondo album, “Strict Joy” (2009). Poco dopo, però, la loro storia si conclude, riproponendo nella realtà quel senso di malinconica separazione che attraversava già il finale di “Once”. Di nuovo, la finzione del grande schermo anticipa beffarda la realtà: le strade di Glen e Markèta si separano, lei va a vivere in Islanda dove porta avanti un proprio progetto musicale ed è madre di due bambini. Gli Swell Season fanno in tempo a lasciare un secondo disco nel 2009, Strict Joy, sulla scia del precedente ma pervaso da un sapore decadente come la loro storia d’amore. La recensione di Spin Magazine, pur dando un giudizio positivo dell’album, afferma: “Se i ruoli di Glen Hansard e Markéta Irglová nel film indie irlandese di successo ‘Once’ involontariamente hanno tessuto il racconto della loro vita reale e del loro innamoramento, il loro secondo album come Swell Season intesse la storia della loro caduta fuori da esso”.

(Glen Hansard in “Cyrano” di Joe Wright)

Oltre “Once”

Negli anni successivi Glen Hansard mantiene un rapporto costante con il cinema soprattutto attraverso la musica. Firma brani per diverse produzioni, tra cui “Sing Street” (2016), torna sullo schermo nel documentario “The Swell Season” (2011), dedicato alla tournée e alla relazione con Irglová dopo il successo di “Once”, e compare con un piccolo ruolo nel film “Cyrano” (2021) di Joe Wright. Inoltre, compare nella serie televisiva “Parenthood” del 2012 nell’episodio “Trouble in Candyland”.
Pur senza intraprendere una vera carriera da attore, Hansard ha costruito una filmografia essenziale ma influente, nella quale musica e racconto cinematografico restano inseparabili. Se fu “The Commitments” ad aprirgli le porte del cinema, sarà “Once” a trasformarlo in una figura di riferimento del cinema musicale indipendente contemporaneo.