Quando David Gilmour debuttò ufficialmente nei Pink Floyd – Video

20-02-2026

Il 1968 è un passaggio cruciale nella storia dei Pink Floyd. Dopo l’impatto dirompente di "The Piper At The Gates Of Dawn" sulla scena psichedelica mondiale, l’equilibrio interno della band inglese si incrina rapidamente. Syd Barrett, principale autore del debutto, è sempre meno presente, compromesso da gravi instabilità psichiche aggravate dall’uso massiccio di droghe. Così nel dicembre 1967 Nick Mason contatta un giovane musicista di nome David Gilmour, amico di vecchia data proprio di Barrett, con cui aveva condiviso viaggi e busking nel sud della Francia nel 1965. L’idea iniziale è affiancare una seconda chitarra a Syd, così da sostenere le esibizioni dal vivo, sempre più imprevedibili. Di fatto, una sorta di tappabuchi: Gilmour è chiamato a coprire le sempre più frequenti defaillance di Barrett durante i concerti e a raddoppiare le parti vocali. Con un accordo iniziale di 30 sterline a settimana. La situazione però evolve rapidamente.

Sono tre le date che cambiano per sempre la storia dei Pink Floyd, concentrate tutte nella prima metà del 1968. La prima è il 26 gennaio 1968. I membri della band stanno per salire su un furgone diretto a Southampton, dove si esibiranno nella locale università. Prima di partire, si interrogano: "Dobbiamo passare a prendere Syd?". La domanda resta sospesa, ma la risposta sostanziale è un “no”. Lo stesso Gilmour, in un’intervista rilasciata nel 1995 a Guitar World, racconterà così l’episodio: “Una persona in macchina ha detto: ‘Andiamo a prendere Syd?’ e un’altra persona ha detto: ‘Non disturbiamoci’”. L’imbarazzo e la mancanza di coraggio impedirono di comunicare a Barrett che le sue prestazioni non erano più necessarie all’interno della band che lui stesso aveva contribuito a fondare. Il tastierista Richard Wright, che con Syd condivideva l’appartamento, quel giorno del gennaio 1968 dovette mentire all’amico, come dichiarato nel documentario “A Very Irregular Head”: “Ho dovuto dire cose come ‘Syd, vado a prendere un pacchetto di sigarette e poi esco’. Ma alla fine ha capito perfettamente cosa stava succedendo”.
L’idea iniziale è mantenere Syd come autore principale, in una formula simile a quella adottata dai Beach Boys quando Brian Wilson smise di andare in tour per concentrarsi sulla scrittura di "Pet Sounds". Ma l’equilibrio non regge.



Il 24 febbraio 1968 – ecco la seconda data - negli studi del programma televisivo francese "Bouton Rouge", va in scena il debutto ufficiale di David Gilmour come membro effettivo dei Pink Floyd. Il format, in onda dal 16 aprile 1967 al 18 maggio 1968 e condotto da Pierre Lattes, era uno dei pochi spazi televisivi europei dedicati al rock internazionale. In poco più di un anno ospitò nomi centrali della scena internazionale: Rolling Stones, Cream, Jimi Hendrix, Doors, Yardbirds.
Il filmato dell’epoca documenta un passaggio delicato. I Pink Floyd appaiono visibilmente tesi, quasi irrigiditi dall’assenza del loro fondatore. Eppure, nei primi minuti dell’esibizione si intravede già la direzione futura: Roger Waters prende il microfono per "Set The Controls For The Heart Of The Sun" e "Let There Be More Light", brani destinati a confluire nel secondo album, "A Saucerful Of Secrets". Il suono è più scuro, meno giocoso rispetto alle fantasie lisergiche dell’esordio; la scrittura si fa più strutturata, l’atmosfera più inquieta.
Il programma, tuttavia, richiedeva anche materiale dal debutto "The Piper At The Gates Of Dawn". Per "Astronomy Domine" fu Richard Wright a occuparsi della parte vocale, come già accaduto in studio. Il momento decisivo arrivò però con "Flaming": un brano interamente legato all’immaginario di Barrett, che vide Gilmour sostituirsi all’autore originale. L’interpretazione è controllata, quasi trattenuta; Gilmour appare concentrato, ancora poco a suo agio in un ruolo che non era il suo.

Ma proprio questa rigidità restituisce con precisione il senso di transizione. Sul palco di "Bouton Rouge" si percepisce già che il gruppo ha imboccato un’altra traiettoria. È l’istante in cui la prima incarnazione dei Pink Floyd lascia spazio a una formazione diversa per equilibri, scrittura e leadership.
L’uscita di Syd Barrett sarebbe stata annunciata ufficialmente il 6 aprile del 1968. Il primo leader aveva firmato quasi interamente il debutto "The Piper At The Gates Of Dawn" (1967) e contribuirà ancora con "Jugband Blues" nel secondo album, "A Saucerful Of Secrets", pubblicato nel giugno 1968. È il suo ultimo lascito. Da quel punto in avanti la direzione creativa passerà progressivamente nelle mani di Roger Waters. L’esclusione di Barrett susciterà molte critiche e resterà un’ingombrante spada di Damocle sull’intera carriera dei Pink Floyd. Anche di quelli, ormai milionari, che lo ricorderanno dicendogli “Wish You Were Here” e dedicandogli “Shine On You Crazy Diamond”.

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