Libri

Robbie Robertson

Testimony

di Francesco Nunziata
Autore: Robbie Robertson
Titolo: Testimony
Editore: Jimenez
Pagine: 592
Prezzo: 25 euro

covertestimonyrobbierobertson287x396Se ti chiami Robbie Robertson, significa che hai iniziato a giocare nell’arena del rock’n’roll che eri ancora uno sbarbatello, suonando con Ronnie Hawkins and the Hawks. Se ti chiami Robbie Robertson, significa che sei stato il chitarrista, il maggior compositore e uno dei fondatori della Band, cioè di quella formazione quasi interamente composta da musicisti canadesi che fu capace di rimescolare le radici della musica americana per dare vita a un nuovo lessico rock, fortemente impregnato di quelle tradizioni e di quella mitologia che Greil Marcus definì con il nome di “Old, Weird America”. Ma, soprattutto, se ti chiami Robbie Robertson, allora vuol dire che insieme alla tua Band hai fatto un po’ di strada con Bob Dylan, spalleggiandolo durante i concerti del fatidico biennio 1965-66, sì, proprio quelli in cui il pubblico applaudiva fino a spellarsi le mani durante il primo set acustico di His Bobness, salvo poi iniziare a fischiare, urlare o lanciare oggetti nel secondo, quando lo raggiungevate sul palco per aiutarlo, non solo a elettrificare il folk, ma anche a scagliarlo verso il futuro. E tutto questo e molto altro, se ti chiami Robbie Robertson, lo hai raccontato in “Testimony”, che è praticamente uno dei memoir rock più coinvolgenti di sempre, qui finalmente restituito in lingua italiana da Gianluca Testani, che della Jimenez Edizioni è anche uno dei co-fondatori.

Coprendo un arco di tempo che va dalla fine degli anni Cinquanta (quando Robertson iniziò a farsi le ossa in formazioni giovanili) fino all’ultimo concerto tenuto dalla Band, con gran corredo di guest star, al Winterland di San Francisco il Giorno del ringraziamento del 1976 (l’"Ultima Cena del Rock’n’Roll", immortalata su pellicola da Martin Scorsese nel documentario “The Last Waltz”), queste quasi seicento pagine trasudano emozioni e musica, narrando anche la storia di una grande amicizia, quella di cinque uomini musicisti che vissero in diretta il passaggio della popular music da prodotto di puro intrattenimento a forma artistica riconosciuta e apprezzata come tale.
Un libro da leggere assolutamente, per capire, se ancora ce ne fosse bisogno, che il rock può trasformarsi in una ragione di vita.
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