Rock in Onda

Trip-hop e dintorni

Alchimie downtempo da Bristol al mondo

di Claudio Fabretti

La storia del trip-hop e delle sue contaminazioni è al centro della nuova puntata di Rock in Onda, il programma condotto da Claudio Fabretti tutti i mercoledì dalle 12 alle 14 sulle web-frequenze di Radio Città Aperta (www.radiocittaperta.it).
Attraverso lo speciale e le recensioni di OndaRock ricostruiamo l'era del più affascinante sound dei 90's: dalla sacra triade Massive Attack-Tricky-Portishead agli artisti di ambiti differenti che si fecero attrarre nell'orbita del trip-hop (da Bjork agli Air), passando dalla madrina ideale del movimento, Neneh Cherry. Un viaggio nel cuore dei ruggenti anni 90 (e non solo).

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Trip-hop e dintorni

Bristol, due ore di treno da Londra. Terra fredda e umida d'Albione sotto la quale, però, arde la vampa della creatività. In principio fu il Pop Group di Mark Stewart, avamposto d'ogni contaminazione tra la white music per eccellenza (il punk) e afrori black (funk, reggae, dub, free-jazz). E a metà anni Ottanta prende forma anche "The Wild Bunch", il Mucchio Selvaggio. Un crogiuolo di rapper, dj, ballerini, writer e produttori che si riunisce per suonare nelle cantine dei sobborghi della città.
Poi, alcuni di loro spiccano il volo. Come i tre Massive Attack che nel 1990 danno vita a un collettivo "aperto", pubblicando un anno dopo il loro album d'esordio "Blue Lines". Dentro c'è di tutto, dall'hip-hop al soul, ma anche il funk, il reggae, l'elettronica, la soundtrack music, l'acid-jazz.
Lo chiameranno Bristol sound o più semplicemente trip-hop. Una sorta di reazione "uguale e contraria" alla frenesia techno che dilaga in quegli anni. Musica atmosferica, da viaggio (il "trip"), che rallenta le pulsazioni hip-hop e house per ottenere un effetto più rilassato e onirico. Musica cerebrale, eppure profondamente fisica, con quei bassi dub che entrano nello stomaco. Bristol diviene in breve tempo il laboratorio musicale più fertile d'Inghilterra. Le alchimie col botto non mancano - da "Maxinquaye" di Tricky al trittico "Blue Lines"-"Protection"-"Mezzanine" dei Massive Attack - ma tra i profeti di Bristol ci saranno anche i "cugini" di una minuscola frazione limitrofa, affacciata sull'Oceano. Un luogo di nome Portishead, che, da misconosciuta croce sulla mappa d'Inghilterra, diverrà sinonimo dell'epopea mondiale del trip-hop. L'idea-cardine di Barrow e compagni è la rielaborazione di vecchi motivi di film noir e di spionaggio, mescolati a spunti jazzy-lounge e ritmi hip-hop rallentati, e immersi in atmosfere desolatamente romantiche. Il tutto unito a elementi tipici di tanto trip-hop a venire: massiccio utilizzo di sample e scratch (i suoni ottenuti strofinando la puntina sul vinile dei vecchi 33 giri o dischi mix), giri di chitarra presi in prestito dagli spaghetti-western anni 60, ampie sezioni di archi, bassi cupi, sintetizzatori "moog" e un organo hammond ad aggiungere un ulteriore tocco "vintage". E su questo impasto di suoni svetta il canto dolente e spettrale di Beth Gibbons.

Ma trip-hop non è solo sinonimo della sacra triade di Bristol. Nel corso degli anni 90 il trip-hop si è infiltrato in tanti generi diversi, evolvendosi costantemente. Ormai nominato ufficialmente trip-hop, nella seconda metà dei 90 il Bristol sound si infiltra in ogni contesto, soprattutto in quello televisivo e in quello cinematografico; a volte sa di rock elettronizzato, a volte invece di pop da dance-hall, ma il più delle volte rimane fedele all'estro black e in salsa electro rimarca note di R&B, funk e free-jazz, indirizzandosi verso il breakbeat, D&B. Il trip-hop è ormai ovunque, ma nessuno lo sa. In compenso ha perso la freschezza oscura di cui l'avevano dotato al suo esordio Massive Attack & C. Il post-trip-hop, tanto per usare il termine coniato appositamente dall'Independent, è capeggiato da band inglesi come Alpha (trip-hop & downtempo), Gorillaz (tra alternative rock e trip-hop: trip-rock), in parte i Lamb, i primi Moloko (prima della svolta dance), Mandalay, Mono (nell'unico e imperdibile "Formica Blues"), Morcheeba, Red Snapper (la cui peculiarità è l'ibridare dub, trip-hop, reggae, funk e spunti derivanti dal jazz-rock), Sneaker Pimps, Unkle (la crossoverizzazione del trip-hop ad opera di Lavelle e Dj Shadow), Zero 7 (ancora trip-hop & downtempo); anche se spuntano nomi forestieri come, ad esempio: Lovage, Halou, Hooverphonic, Terranova.

Inoltre, nel corso dei 90's sono molte le vocalist provenienti da altri ambienti musicali che, avvalendosi di collaborazioni con produttori-musicisti cresciuti attorno alla scena di Bristol, hanno prestato la loro voce a sonorità invaghite di trip-hop: è il caso della glaciale Bjork, di Neneh Cherry, madrina ante-litteram del movimento quando era in libera uscita dai Rip Rig & Panic, per non parlare di una futura, splendida Emiliana Torrini in "Love In Time Of Science" (1999) e anche alla corte dei Thievery Corporation. Un discorso simile lo esercitano i Bowery Electric, che partendo dai droni del noise e dello shoegaze si infatuano dello stile bristoliano e lo ibridano con il loro stile, fino a diventare totalmente trip-hop con "Lushlife" (2000) e i londinesi Archive di Darius Keeler e Danny Griffiths, forse i più importanti esponenti "non di Bristol" della prima ondata, una formazione poliedrica, sempre impegnata a fondere e rimescolare i generi più diversi fra pop, elettronica e rock con un approccio "floydiano".
Un genere in cui hanno brillato spesso le voci femminili, come quelle di Alison Goldfrapp, Lou Rhodes (Lamb), Betch Hirsch (alla corte di Versailles degli Air), Elizabeth Fraser e Shara Nelson (reclutate dai Massive Attack) e Martina Topley Bird, indimenticabile musa di Tricky.
Ma nella nostra carrellata non dimentichiamo anche fenomeni più "esotici", dal pop nipponico delle Cibo Matto all'elettro-bossanova degli Smoke City, dalla rivincita del tango firmata Gotan Project al trip-hop in salsa polacca di Kasia Nosowska.



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Playlist
Scaletta del programma
  
 
1. Massive Attack – Safe From Harm
2. Massive Attack – Teardrop
3. Portishead - Sour Times
4. Portishead – The Rip
5. Tricky – Aftermath
6. Recoil - Missing Piece
7. Lamb - Górecki
8. Smoke City - Underwater Love
9. Morcheeba - The Sea
10. Neneh Cherry – Manchild
11. Bjork - Bachelorette
12. Emiliana Torrini – To Be Free
13. Thievery Corporation - Until The Morning
14. Goldfrapp - Lovely Head
15. Air - You Make It Easy
16. St. Germain – Rose Rouge
17. Archive - Collapse-Collide
18. Bowery Electric - Lushlife
19. Gotan Project - Época
20. Cibo Matto – Sugar Water
21. Nosowska - Puk, puk
22. Stateless – Bloodstream
23. Unkle - Bloodstain
24. Perry Blake - Broken Statue
25. Red Snapper- 3 Strikes And You're Out


Base strumentale: Portishead - Glory Box (instrumental)