03/06/2010

Motorpsycho

Circolo degli Artisti, Roma


di Claudio Lancia
Motorpsycho

Sono anni che siamo qui a decantare le lodi di quella che riteniamo una delle band fondamentali degli ultimi due decenni.
Vengono dalla fredda Norvegia e continuano a stupire attraverso dischi pubblicati con metronomica precisione in grado di distinguersi per poliedricità e concretezza.
Allo stesso tempo i Motorpsycho sono considerabili una delle formazioni più underrated di tutti i tempi, sconosciuta ai più nonostante l'intensa attività live portata avanti in lungo e in largo per l'Europa dai primi del 90 a oggi.

L'appuntamento al Circolo degli Artisti di Giovedì 3 Giugno non poteva che confermare un trio al massimo del proprio splendore.
Rispetto agli show di dieci o quindici anni fa i Motorpsycho continuano a brillare per potenza del suono, ma in più con il passare del tempo Bent Saether e Hans Magnus "Snah" Ryan hanno ulteriormente perfezionato la propria tecnica, e oggi riescono a produrre un incredibile muro di suono, possentemente coadiuvati dal batterista Kenneth Kapstad, che ha sostituito lo storico Hakon Gebhardt.
I Motorpsycho si sono presentati in questo tour forti di ben due dischi nuovi da promuovere (peraltro molto apprezzati da critica e fan), "Child Of The Future" e "Heavy Metal Fruit", immessi sul mercato a distanza di un solo mese fra il dicembre 2009 e il gennaio 2010.
Nonostante ciò, il trio nordeuropeo si sofferma sui più recenti lavori soltanto nella parte centrale dello spettacolo, proponendo "Bomb Proof Roll And Beyond", "X 3", "Starhammer" e "Whole Lotta Diana", ovverosia alcune delle tracce migliori dei due album, sempre a cavallo fra granitico 70's hard rock e brillante psichedelia.
Per il resto delle quasi due ore e mezza il concerto è imperniato sul materiale storico della band, scelta che ovviamente menda in visibilio i presenti, i quali hanno voglia di ascoltare i classici del gruppo, anche se la discografia è così vasta da rendere impossibile riuscire ad accontentare i gusti di ognuno.

Si parte in sordina con i ritmi imprevedibilmente soffusi di "All Is Loneliness" (e non sarà l'unico ripescaggio dal lontano "Demon Box", che evidentemente resta uno dei dischi preferiti dai tre) e "Pills, Powders & Passion Plays" (da "Angels & Daemons At Play").
Poi gradualmente i ritmi aumentano, e Ben Saether si dimostra una volta di più il centro focale del gruppo, impeccabile nelle parti cantate e soprattutto con una tecnica nell'utilizzo del basso che lo pone fra i migliori al mondo nell'utilizzo delle quattro corde.
Desta sorpresa e gioia l'esecuzione del tris estrapolato da "Timothy's Monster": l'insperata sequenza "Feel" / "Trapdoor" / "A Shrug & A Fistful".

Ma i due brani che catalizzano l'attenzione dei presenti sono senz'altro la travolgente cavalcata elettrica "Sonic Teenage Guinevere" (dal memorabile "Blissard") e il capolavoro assoluto "Vortex Surfer" (da "Trust Us"), che lascia tutti a bocca aperta chiudendo la prima parte dello show.
"The Other Other Fool", la lunga "Mountain" e "Come On In" compongono i due acclamati bis.
Nonostante l'acustica del Circolo non sia in grado di rendere giustizia ai suoni prodotti, i Motorpsycho sono riusciti anche stavolta a ricreare un'atmosfera unica, quasi un mondo parallelo nel quale lasciarsi innalzare dal sacro fuoco della loro musica. 

Setlist
  1. All Is Loneliness
  2. Pills, Powders & Passion Plays
  3. The Bomb-Proof Roll And Beyond
  4. Sonic Teenage Guinevere
  5. Manmower
  6. Feel
  7. Trapdoor
  8. A Shrug & A Fistful
  9. X3
  10. Mad Sun
  11. Starhammer
  12. Whole Lotta Diana
  13. Vortex Surfer

  14. The Other Other Fool
  15. Mountain

  16. Come On In
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