E infatti Chris non si risparmia: si butta sul pubblico, ne cerca il contatto durante tutta la serata. Ad aprire le danze è “I Come With Knives”, in una versione che è un tripudio di suoni e le conferisce una corposità e una pienezza che mancano alla versione in studio.
Con queste premesse, lo spettacolo sarebbe dovuto essere emotivamente incontenibile e invece, nonostante l’indiscutibile bravura di IAMX, qualcosa è sembrato mancare durante l’ora e mezza di musica e spettacolo. Anzitutto, si è avvertita e non poco la totale assenza di pezzi da “Volatile Times” così come di brani dall’ultimo album, che dal vivo avrebbero potuto dimostrare una marcia in più, “North Star” e “Say Hello Melancholia” tra tutte – ma soprattutto la splendida ballata “Insomnia”, pezzo capolavoro di “Metanoia“.
Si è visto tanto, troppo spettacolo spinto fino alla trasgressione più torbida, che talvolta è stranamente sfociata in un sentore di volgarità, ma l’amarezza è data dall’aver assistito a uno spettacolo privo di intimità. Si è volutamente dato spazio alle canzoni che dal vivo potessero avere una resa migliore, in una scaletta democratica che comprendesse i pezzi di maggior successo di IAMX, dalle hit synth-pop del primo lavoro (“Mercy”, “Your Joy Is My Low”, “Kiss + Swallow”) a quelle più chiassose dell’ultimo (“Oh Cruel Darkness Embrace Me” e “Aphrodisiac”).
Una precisa scelta stilistica che spiega l’assenza di brani formidabili come “Quiet The Mind”, “Ghost Of Utopia” e la già citata “Insomnia”, e la presenza di una rivisitazione di “Split It Out” che è mero esercizio di stile.
Per fortuna, a salvarsi da questa sequela di scelte infelici è “I’m Terrified”, posta in conclusione e portata all’apice della sua bellezza. Eppure, al termine del live permangono vari punti interrogativi e un po’ di delusione, incrementata inoltre dall’atteggiamento schivo e sfuggente di Chris Corner, Janine Gezang e degli altri membri della band, che prima di andare via sono praticamente fuggiti, lasciando a bocca asciutta i – pochi – fan rimasti ad attendere la dipartita della band, nella speranza di una stretta di mano, una foto o un autografo.