Magnetic Fields

69 Love Songs

1999 (Merge) | pop

Luci multicolori si affacciano sui marciapiedi di un celebre tratto vicino a Time Square, in Midtown Manhattan. E' Broadway, il centro del mondo dei musical teatrali.
Attori, produttori, agenti, frivolezze si aggirano in zona, catturati da manifesti di fattezze warholiane che recitano: "100 Stephin Merritt Love Songs", dediti a pubblicizzare un musical senza alcuna trama lineare, di un autore che si appresta a debuttare in un mondo a lui finora sconosciuto.
Quegli stessi manifesti vengono poi spazzati via da un'ondata di vento a ciel sereno, e colui che sognava tutto ciò fa il suo risveglio al tavolino di un gay bar di Manhattan, abitualmente frequentato. Capisce che installare lo spettacolo immaginato è cosa pressoché impossibile, e per questo decide di gettarsi su un analogo proposito in musica pop, per poi pensare a un'ulteriore impossibilità di incidere 100 brani, dato che anche a due minuti cadauno farebbero quasi tre ore e mezzo: un po' troppo. Opta per il 40, che gli pare, a ragione, un numero anonimo. "40 è insignificante. 69 è perfetto!", esclama.
E 69 fu: cifra erotica per eccellenza, nonché brillante gioco grafico da servire in copertina.

Paradossale il quadro che si presenta all'ascoltatore. Chissà che stravagante megalomane si cela dietro un progetto del genere, viene istintivo chiedersi. E invece proprio non si direbbe, leggendo la biografia di Stephin Merritt: di educazione musicale classica, dichiaratamente omosessuale e fan degli ABBA, si contraddistingue per un carattere schivo, che si fa scontroso specie durante gli incontri con i giornalisti.
Il suo percorso musicale comincia all'inizio degli anni 90, grazie ad apparecchiature domestiche e a un registratore a quattro piste. Ed è proprio la sua timidezza a spingerlo dietro il nome di Magnetic Fields, aiutato perlopiù da vecchi amici, che talvolta si limitano a prestare le proprie voci per alcune canzoni o a occuparsi di determinati strumenti.
Il Nostro uomo aveva già realizzato dal '91 al '98 altre cinque perle a nome Magnetic Fields (valga per tutte il sublime "The Charm of The Highway Strip") e altri lavori con entità varie: Future Bible Herpes, Gothic Archies, 6ths.
Eppure lo stesso "69 Love Songs" ha seriamente rischiato di farsi emblema dell'album invisibile: uscito nel '99 negli Stati Uniti in tre volumi separati, uniti poi in un unico cofanetto dopo un periodo di magra.
Ne verrà così pubblicata un'edizione europea nel 2000, anche se l'opera esploderà soltanto un anno dopo.

Merritt mostra subito una sorprendente attitudine nel costruire architetture sonore che danno vita a canzoni in teoria semplici e innocenti, ma che nascondono in realtà un complesso discorso sul fare musica.
"69 Love Songs" vive su un doppio binario: musicale e lirico. Concettualmente ci troviamo di fronte a un lavoro che si presta a rimandi anche piuttosto alti: i sonetti d'amore di Shakespeare. Sessantanove modi di raccontare l'amore, capaci di racchiudere l'intero scibile umano, modulando toni e situazioni. Merritt si fa cantore di grandi e piccole storie, di episodi che vanno dall'ironia più irriverente alla drammaticità irrecuperabile.
Nonostante ci si sia più volte sforzati di distinguere e classificare i toni dei singoli volumi, non è intuibile una vera e propria linea guida. E spiazza la capacità di passare da un punto a un altro ad esso non connesso da alcuna logica, che non sia quella del rapporto amoroso, indagato in tutte le sue forme possibili (storie etero, ma anche gay o bisex).

Il bagaglio musicale di Merritt è incredibilmente ingombrante: arrangiatore meticoloso, con "69 Love Songs" ha voluto mettere in fila anni di ascolti e di studi (dalla stravaganza dei musical hollywoodiani al folk primordiale, dal synth-pop a variazioni di stampo classico), e spalmarli su arrangiamenti personalissimi, composti grazie a un vero e proprio armamentario (impressionante, in questo senso, l'elenco contenuto nel booklet), diretti aggraziatamente con l'ampiezza di chi si muove tra il retrò e il moderno, per abbracciare ogni fase di quella che continuiamo semplicemente a chiamare "musica pop". Ed è in questo modo che esplode l'amalgama che unisce l'ensemble da camera con una personale rappresentazione di messa in scena sinfonica.
Ma i rimandi vanno oltre Spector e la maniacalità di Brian Wilson: gli arpeggi di "Time Enough For Rocking When We're Old" sono austeri quanto quelli della "Avalanche" di Leonard Cohen, e una linea vocale di "How To Say Goodbye" omaggia esplicitamente "It's All Over Now, Baby Blue" di Bob Dylan.

"World Love" è il caraibico tributo a Paul Simon, in vena di ricette che dire invincibili è poco: "I know the solution/ love, music, wine and revolution". Se le linee vocali di "The Death of Ferdinand de Saussure" fanno chiaramente il verso a Morrissey, "Love In The Shadows" abbozza discorsi avanguardistici alla Scott Walker e la conclusiva "Zebra" è un'affettuosa parodia a Cole Porter.
Non fosse altro che per uno strato di vecchie tastiere che frantumano l'armonia dei ritornelli, "Let's Pretend We're Bunny Rabbits" potrebbe essere indicata come omaggio ai Beach Boys. I Suicide innamorati e premurosi fanno capolino in "Fido, Your Leash Is Too Long", quadretto a tinte grigio-rosa, con appendice da seduta jazz indiavolata (a base di synth) chiusa sul nascere.
Immancabili le dichiarazioni d'amore per gli chansonnier francesi, coloro che "sapevano cosa è l'amore": "My Sentimental Melody" cita Serge Gainsbourg e "Underwear" fa riferimento al film di Alain Resnais "L'Amour A Mort", sussurrando sulle traiettorie chitarristiche che evocano indimenticati noir parigini.

L'album si muove tra scherzi variegati (l'a-cappella di "How Fucking Romantic", lo sperimentare di "Experimental Music Love") e serenate ("Nothing Matters We're Dancing", "The Sun Goes Down And The World Goes Dancing"), tra bozzetti non-sense ("Absolutely Cuckoo", "Meaningless") e momenti oscuri (gli archi di "The Way You Say Good-Night", la scheletrica "I Shatter", la murder ballad in salsa dream-pop "Yeah! Oh Yeah!"), tra ballate scioglicuore ("I Don't Believe In The Sun", "Very Funny", "Busby Berkeley Dreams") e folk fuori dal tempo ("All My Little Words", "Grand Canyon", "Papa Was A Rodeo").
"It's a Crime" si serve di pungenti sbalzi sintetici per addobbare quello che il suo stesso autore definisce un "reggae svedese", e la successiva "I'm Sorry I Love You" sembra quasi riprendere il motivetto da spot pubblicitario di "Kiss Me Like You Mean It", ma laddove ci si serviva di sola voce e chitarra, stavolta sembra di ascoltare una marcia da banda di paese, distorta da un baccanale che gentilmente accompagna.

Non mancano squisite e pure melodie: l'estiva "I Think I Need A New Heart", la poetica e femminile "Sweet-Lovin' Man", "When My Boy Walks Down The Street", rock urbano posato sul tappeto di distorsioni appartenente ai Jesus and Mary Chain, "A Chicken With Its Head Cut Off", aperta da una batteria leggera che va a braccetto con un giro di chitarra irresistibile e un testo discretamente delirante: "Well my heart's running round/ like a chicken with its head cut off".
"The Luckiest Guy On The Lower East Side" è una screewball-comedy in musica, che forgia impertinenti note al pianoforte sul sintetizzatore più saltellante dell'album, ammazzato qua e là da violini che provano a dare un briciolo di improbabile serietà a un motivetto esilarante, impreziosito da un Dudley Klute che canta sbarazzino e divertito.
Sarebbe appropriato citare anche la "Washington, D.C.", che prova ad avanzare un nuovo inno statunitense ideato da cheerleader, "Long-Forgotten Fairytale", che finge di schierarsi in zona dark-wave, per poi circondarsi di tastieroni Eighties, che ne fanno un delizioso impasto di dance-music, e ancora "Wi' Nae Wee Bairn Ye'll Me Beget", un canto popolare di sangue puramente britannico (affettuoso omaggio alla madre franco-irlandese), e "Love Is Like Jazz", tortuoso e alcolico jazzetto.

Giunti al capolinea di un ascolto comunque mai sfiancante, ci si rende conto del perché Stephin Merritt sia un genio. Soltanto un genio può, sulla coda del secolo, riassumere e servire su un piatto d'oro cinquanta anni di musica pop, filtrata attraverso il tema più abusato del genere. Album definitivo, dunque, nei confronti del quale sarà impossibile non confrontarsi per chiunque avrà intenzione di produrre musica pop anche nel XXI secolo.
"69 Love Songs" è un libro da sfogliare, che narra storie che ci paiono assurde, drammatiche, che divertono, commuovono. Ma poi accade qualcosa: tra una bottiglia di gin e un pollo con la testa mozzata, troverete episodi, minuti o anche un solo istante che vi appartiene profondamente, e ci riderete su, o forse piangerete: ha scritto tutto Merritt, ma qui si parla di tutti noi.

(01/11/2006)

  • Tracklist

Disc 1

  1. Absolutely Cuckoo
  2. I Don't Believe In The Sun
  3. All My Little Words
  4. A Chicken With Its Head Cut Off
  5. Reno Dakota
  6. I Don't Want To Get Over You
  7. Come Back From San Francisco
  8. The Luckiest Guy On The Lower East Side
  9. Let's Pretend We're Bunny Rabbits
  10. The Cactus Where Your Heart Should Be
  11. I Think I Need A New Heart
  12. The Book Of Love
  13. Fido, Your Leash Is Too Long
  14. How Fucking Romantic
  15. The One You Really Love
  16. Punk Love
  17. Parades Go By
  18. Boa Constrictor
  19. A Pretty Girl Is Like...
  20. My Sentimental Melody
  21. Nothing Matters When We're Dancing
  22. Sweet-Lovin' Man
  23. The Things We Did And Didn't Do

 

Disc 2

  1. Roses
  2. Love Is Like Jazz
  3. When My Boy Walks Down The Street
  4. Time Enough For Rocking When We're Old
  5. Very Funny
  6. Grand Canyon
  7. No One Will Ever Love You
  8. If You Don't Cry
  9. You're My Only Home
  10. Not That Crazy, (Crazy For You But)
  11. My Only Friend
  12. Promises Of Eternity
  13. World Love
  14. Washington D. C.
  15. Long-Forgotten Fairytale
  16. Kiss Me Like You Mean It
  17. Papa Was A Rodeo
  18. Epitaph For My Heart
  19. Asleep And Dreaming
  20. The Sun Goes Down And The World Goes Dancing
  21. The Way You Say Good-Night
  22. Abigail, Belle Of Kilronan
  23. I Shatter

 

Disc 3

  1. Underwear
  2. It's A Crime
  3. Busby Berkeley Dreams
  4. I'm Sorry I Love You
  5. Acoustic Guitar
  6. The Death Of Ferdinand De Saussure
  7. Love In The Shadows
  8. Bitter Tears
  9. Wi' Nae Wee Bairn Ye'll Me Beget
  10. Yeah! Oh, Yeah!
  11. Experimental Music Love
  12. Meaningless
  13. Love Is Like A Bottle Of Gin
  14. Queen Of The Savages
  15. Blue You
  16. I Can't Touch You Anymore
  17. Two Kinds Of People
  18. How To Say Goodbye
  19. The Night You Can't Remember
  20. For We Are The King Of The Boudoir
  21. Strange Eyes
  22. Xylophone Track
  23. Zebra
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