OndaRock



1. The Train Singer's Song
2. Searing Wine
3. Rusty Tracks
4. Mope-A-Long Rides Again
5. Getting It Made
6. Under the Table
7. Working on the Railroad
8. Bored Lil' Devil
9. The Muss of Paradise
10. Left Again
11. The Moons of Impulse
12. Airstream (live)
13. My Hoo Ha
14. Square (live)




BAND OF BLACKY RANCHETTE

Still Lookin' Good To Me
(Thrill Jockey) 2003
country-rock
Pareva strano che quella vecchia corteccia di Howe Gelb non se ne uscisse al termine dell’anno discografico 2003 con un qualcosa in grado di risollevare presso di me quell’amore musicale nei suoi confronti che mai si potrà davvero sopire, ma che aveva segnato leggermente il passo con l’uscita del deboluccio “The Listener”, ultimo lavoro a suo nome . Ora, invece, è tutto di nuovo a posto, non per chissà quale cambiamento di stile - al di là della generica classificazione e attitudine alt-country, Gelb in realtà ha sempre variato le proprie coordinate musicali - ma perché qui le canzoni fanno centro.

Così quest’ennesimo scarto, stavolta verso una forma musicale più prettamente country-folk, in sintonia con i lavori precedenti e gli intenti della Band of Blacky Ranchette, dà vita a quadretti sonori in cui il Nostro, deus ex machina del progetto, ritrova una splendida vena compositiva e, agganciandosi alla tradizione, la rispetta e la rilegge in giuste dosi, traendone un ottimo lavoro.

Si tratta del quarto album uscito dal lontano 1985 a questa parte a nome di questo fatidico gruppo aperto, in cui sono confluiti nel corso degli anni e dei dischi musicisti vari del giro “Howe Gelb e dintorni”. In questo “Still Lookin’ Good To Me” (Thrill Jockey, 2003) ne troviamo un bel po’, e di grande qualità: dal giovane M. Ward (ottimo il suo “Transfiguration of Vincent” del 2003), che accompagna con la sua riconoscibile chitarra “Rusty Tracks”, a Jason Lytle dei Grandaddy, che suona la batteria e canta in “Working on the Railroad”, da Kurt Wagner dei Lambchop, il quale si lancia (mentre guida la macchina ?!) nel blues di “The Muss Of Paradise”, fino a Chan Marshall, meglio nota come Cat Power, che canta in “My Hoo Ha”, e a Neko Case dei canadesi New Pornographers, nonché autrice nel 2002 di un bel disco solista (“Blacklisted”, Matador), voce e cori qua e là, in particolare nella splendida “Mope-A-Long Rides Again” (ovvero cosa può combinare il country intelligente, giusto un pochino sotto rispetto a quell’impareggiabile gioiello che è “Range Life” dei Pavement) e nella seguente, ondivaga e fumosa “Getting it Made”.

Poi ci sono ovviamente i compagni di sempre Burns e Convertino dei Calexico, la moglie Sophie e, nello spirito, l’amico e chitarrista Rainer Ptacek, scomparso pochi anni or sono e omaggiato nella riproposizione della sua “Square”. Non solo tanti ospiti comunque, ma molta carne al fuoco che, in particolare nella parte centrale, avvince sul serio. Portandoci anche a perdonare al Nostro una certa dispersione finale e ad attendere con ansia i nuovi capitoli della premiata ditta, fra cui il prossimo disco dei Giant Sand, erroneamente dati per disciolti e invece, a quanto pare, vivi e vegeti, e un nuovo lavoro a nome Howe Gelb, di stampo gospel.