HUDSON BELL - When The Sun Is The Moon

2005 (Monitor)
songwriter

All’età di 13 anni, Hudson Bell si divertiva già con la chitarra. A Baton Rouge le possibilità di svago non erano poi molte. I cantautori (Neil Young, Bob Dylan, Lou Reed) riempivano le giornate senza fine. Per le ragazze, il tempo sarebbe arrivato. Si mette in viaggio (Oxford, Little Rock, Lexington); scrive novelle; si innamora; si perde; giunge a San Francisco. Sulla West Coast arriva l’illuminazione: una band tutta sua. John Slater (basso, piano e organo) e Brian Fraser (batteria) si affiancano all’armonica, alla chitarra e alla voce di Bell. Lunghi pomeriggi passati in sala prove. Scazzi, false partenze, jam-session senza capo né coda, l’ispirazione che non t’aspetti. E finalmente l’esordio.

Sette canzoni che non inventano nulla, certo. Ma certe volte conta davvero poco. Nulla, per l’appunto. Dense distorsioni, malinconia senza tregua, aperture liriche fiammeggianti. Dissipare poco alla volta le proprie ossessioni giovanili dentro il fuoco ardente della maturità: “Slow Burn” è la ballata epica che tutti almeno una volta nella vita abbiamo immaginato di intonare davanti al mare in tempesta, sommersi dal temporale che cancella l’estate dall’orizzonte. Sono attimi, quelli, che conservano scintille di tormenti lisergici (“Seven Cities”), delicate diapositive cui si affidano perimetrali visioni distorte da giardino dei ricordi (“The Falls”). Una scrittura immaginifica, tendenzialmente trascendente; estatica. Rapita da palpiti allucinati e divinamente melodici. Allunghi che improvvisamente rispolverano i Dinosaur Jr. (“Atlantis Nights”) e baldanze da ballad come-da-manuale (“The Midnight Year”; “Strange Lands”) non fanno altro che tracciare un confine tra quest’esordio e tanti altri lavori che a malapena raggiungono la sufficienza.

“Sea Horse”, con il suo cumulo di tensione e rilascio, distorsioni e arpeggi deliziosi, sigilla un lavoro con un appeal lirico-emotivo tutt’altro che convenzionale. Perfetto, insomma, per giornate in cui si ha voglia di farsi un po’ del male, rispolverando vecchi amori, bevute con gli amici, la donna dei sogni che ormai ti ha dimenticato…

30/04/2026

Tracklist

  1. 1. Slow Burn
  2. 2. Atlantis Nights
  3. 3. The Falls
  4. 4. Seven Cities
  5. 5. The Midnight Year
  6. 6. Strange Lands
  7. 7. Sea Horse

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