Schizo

Main Frame Collapse

2006 (Avantgarde Music) | metal

Ristampato per la prima volta in cd dalla benemerita Avantgarde Music (sempre sia lodata!), “Main Frame Collapse” dei catanesi Schizo è uno dei capolavori assoluti del metal italiano. Uscito originariamente nel 1988, ma penalizzato da una distribuzione a dir poco pessima, quest’opera eccellente, compatta e devastante, torna ora in tutto il suo splendore con 11 perle di furia assassina, contese tra Venom, Kreator, Hellhammer e Discharge.

Con due demotape già all’attivo (“Thrash The Unthrashable / Thrash To Kill” del 1985 e l’ancor più violento “Total Schizophrenia”), S.B. Reder (voce e chitarra), Alberto Penzin (basso) e Carlo F. (batteria) giunsero all’appuntamento con la storia grazie all’interessamento dell’etichetta Crime/Flying Records. Con la presenza della voce di Ingo dei Necrodeath sulle sei tracce della facciata A, “Main Frame Collapse” prese colpo in un baleno, ponendosi come qualcosa di realmente innovativo e destabilizzante per la scena musicale italiana. Basterebbe la sola, iniziale “Violence at the Morgue” a sottoscrivere un’affermazione del genere: un minuto e ventidue secondi in cui la musica corre impazzita e con ferocia allucinata.

Le scorrazzate proto-grind che vilipendiano la struttura thrash di “Threshold of Pain” o il mid-tempo esuberante e senza peli sulla lingua di “Make Her Bleed Slowly” dimostrano una creatività debordante e una maturità davvero sorprendente. Anche nel marasma sonoro, ogni strumento assume una sua netta personalità, contribuendo al martirio con epica dedizione. Il crust-core dei Discharge marchia a fuoco la cavalcata malefica di “Epileptic Void” (con intermezzo marziale); il thrash ultra-sonico di “Removal Part 1 & Part 2” spara nel mucchio, bendato; il collasso psichico di “Psycho Terror” muove verso territori slayer-iani , mentre in “Sick of It All” la violenza esecutiva trova nell’azzanno hardcore un degno stimolante.

Incredibile, ma vero, gioielli come questi passarono, allora, pressoché inosservati, nonostante qualche ottima recensione sulle riviste specializzate (una su tutte: Metal Forces). Un segno dei tempi, molto probabilmente. Dopotutto, roba come questa era per l’Italia di allora un deciso passo in avanti quanto ad estremizzazione sonora, e, molto probabilmente, la coeva lezione di Necrodeath ("Into The Macabre", 1987) e Bulldozer ("The Day Of Wrath", 1985) non era stata capace di aprire un varco pienamente decisivo.

Fatto sta che anche un ottovolante impazzito come quello di “Manifold Hallucinations” o i vertiginosi tour de force di “Behind That Curtain” (interamente strumentale) e della title-track , danno il senso, oggi come oggi, di una scena in piena fibrillazione, che di certo seguiva a ruota gli sviluppi ultimi del metal più estremo (sia europeo che americano), ma non per questo era incapace di avere una sua propria, nitida dignità, marchiata a fuoco (come il bruciante, deragliante finale di “Delayed Death”) nella storia della musica italiana. Per cui, quando vi verrà il pruriginoso bisogno di stilare liste & listine dei migliori dischi italiani di sempre, non dimenticatevi di questi tre ragazzotti siciliani.

(08/11/2006)

  • Tracklist
  1. Violence at the Morgue
  2. Threshold of Pain
  3. Make Her Bleed Slowly
  4. Epileptic Void
  5. Removal Part 1 & Part 2
  6. Psycho Terror
  7. Sick of It All
  8. Manifold Hallucinations
  9. Behind That Curtain
  10. Main Frame Collapse
  11. Delayed Death
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