L’AMORTH DUO - (Nulla Esiste)

2007 (Setola di maiale/pezzente produzioni)
improvvisazione radicale

Diavolo di un Malagnino. Ad appena qualche mese dal miracoloso sgorbio avant-qualcosa “Pop”, eccolo di nuovo in pista con un progetto di improvvisazione radicale chiamato L’Amorth Duo, in compagnia di Stefano Giust (fondatore di Setola di Maiale, e molto altro) qui alla batteria.

“L’Amorth Duo vuole esorcizzare gli spazi delle onde radiofoniche”. Questo  l’intento dei ragazzi  in un discorso che vede convergere un’idea di musica aliena(ta) dai circuiti ufficiali e, soprattutto, da convenzioni compositive ritenute artificiose. E’ il concetto di "musica rurale", già saggiato qualche tempo fa, che s’arricchisce del contributo di Setola di Maiale, impegnata da sempre nella produzione/ promozione di suoni non convenzionali.

Improvvisazione, rumore, coinvolgimento della realtà quotidiana nel procedimento di ideazione sono le linee guida del progetto. Una specie di manifesto o dichiarazione d’intenti che, lungi dall’agire come sovrastruttura limitante, riesce piuttosto a  determinare un ventaglio molto ampio di possibilità espressive. Ecco, “(Nulla Esiste)” poggia proprio su tale visione.

Così attrezzato, con un singolare armamentario di strumenti sfasciati, il diabolico duo mette in scena una finta apocalisse metallurgica. Finta perché non è l’eversione l’obiettivo quanto, invece, riportare all’orecchio dell’ascoltatore attento un mondo di segni già conosciuti che, secondo questi spostati, dovrebbe essere re-interiorizzato.

Perché l’esperienza di quel mondo, del nostro mondo domestico – che non dovrebbe essere addomesticato – è stata un po' (molto) ovattata dall’artificiosità di certi processi, cui tutti noi siamo volenti o nolenti assoggettati.

Poco da dire sulle due tracce per quanto sono autonomamente esplicative. La prima, della durata di diciassette minuti circa, richiama un’immaginario da rito voodoo officiato da uno sfasciacarrozze. Percussioni insistenti, pause melodiche e sfuriate improvvise di non-si-sa-cosa per un andamento (felicemente) sfibrante.

Lo stop and go da ospedale psichiatrico si ripropone nella seconda traccia, un’ipotesi di harsh noise spastico, con una fine retro-filigrana ambient a rendere il tutto maggiormente digeribile.

Nel complesso, un altro tassello importante nella riscoperta della fisicità del corpo e del suo rapporto con il quotidiano. Perché ciò è L’Amorth Duo, l’esorcista della finzione.

20/10/2007

Tracklist

  1. 1. Parte Prima
  2. 2. Parte Seconda

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