Burning Star Core

Operator Dead... Post Abandoned

2007 (No Quarter Records) | free noise, noise-drone

Registrato dal vivo nell’estate del 2005 all’Horrible Room di Lexington, nel Kentucky, ma pubblicato solo due anni dopo, “Operator Dead... Post Abandoned” è probabilmente il momento migliore dei Burning Star Core, progetto guidato dall'eclettico compositore C. Spencer Yeh, originario di Taiwan ma da oltre trent’anni cittadino americano. Nei suoi quattro movimenti, il disco riesce infatti a sintetizzare tutte le sfumature di un sound che, già nei precedenti lavori, agiva a cavallo tra noise, drone-music e improvvisazione free-form.

Coadiuvato da Mike Shiflet (computer, elettronica, voce), Trevor Tremaine (batteria, percussioni, oggetti vari) e Robert Beatty (elettronica) – quest’ultimi, entrambi provenienti dalle fila degli Hair Police - C. Spencer Yeh (che si divide tra violino, tromba, elettronica, voce e junkbox) spinge dunque al massimo le sue inclinazioni sperimentali, guidando i suoi sodali lungo sentieri sonori in costante divenire. L’iniziale “When The Tripods Came” è un’odissea elettroacustica che per la sua camaleontica densità fa pensare ai Rake. più enigmatici, alla loro avveniristica combinazione di free-jazz, elettronica, delirio kraut-rock ed estatico abbandono. Oltre la muraglia del suono (resa ancora più instabile dal filtro dell’elettronica), il violino e la tromba del leader lanciano sparute strida di terror panico, mentre la batteria continua a direzionare uno swing ipnotico (molto simile a quello della seconda parte di “Facelift” dei Soft Machine), prima che il brano collassi dentro un pauroso buco nero degno degli Airway.

La title track cresce lentamente di intensità, producendosi in un’angosciante radiazione free-noise che Trevor Tremaine regge con un insistito lavorio di piatti, quasi un Sonny Murray redivivo in balia di una tempesta di tribolazioni elettroniche. Dietro l’angolo, ci sono ancora i pazzoidi di “The Art Ensemble Of Rake/The Tall Tale Moog” (le ruvide manipolazioni elettroniche della coppia Shiflet/Beatty fanno proprio pensare agli automatismi free-form del Moog di Carl Moller), ma non bisogna sottovalutare le parole dello stesso Yeh, secondo cui “Operator Dead... Post Abandoned” deve essere "letto" come il suo personale "Bitches Brew"...

Dopo queste due terrificanti colate di suono (che insieme coprono oltre trentasei minuti di musica), il disco sembra placare la sua ansia totalizzante affidandosi ai rintocchi di “Me & My Arrow”, che risuonano estatici e cristallini in un’atmosfera irreale. Una sorta di interludio interrogativo che lascia ricaricare la miccia per la titanica slavina free-jazz noise di “The Emergency Networks Are Taking Over”, che trascina con sé tutti gli strumenti nell’incubo più turbolento del disco, prima di chiudere il cerchio con le stesse note che, all'inizio, avevano annunciato “When The Tripods Came”.

(10/01/2015)

  • Tracklist
  1. When the Tripods Came
  2. Operator Dead... Post Abandoned
  3. Me & My Arrow
  4. The Emergency Networks Are Taking Over
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