Agalloch

The White Ep

2008 (Vendlus Records) | dark-folk

A due anni dall’interessante e chiacchieratissimo “Ashes Against The Grain”, la band di Portland ritorna con questa mezz’ora di neofolk e dark-ambient che abbraccia un arco di tempo che va dal  2004 al 2007. Ed è un po’ come se la band ritornasse alle sue origini, con la consapevolezza di dover guardare al futuro tenendo sempre ben presente le sue radici.

Ecco, quindi, che “The White Ep” si dona alla natura ricevendone in cambia una musica che, accantonata quasi del tutto la componente metal, parla un linguaggio, per così dire, pastorale, evidenziandosi nitida mimesi di un sentire raccolto, intimista. E’ come se ci fosse, ora, il bisogno di contemplare, di lasciarsi avvolgere dalla magia e dall’incanto delle piccole cose che l’estate riesce a far emergere (il bozzetto meditativo di “The Isle Of Summer”) o che l’inverno sembra adombrare (“Birch Black”).

Ma, tra questi poli apparentemente opposti, si cela, in fin dei conti, un'unica, immensa sensazione di abbandono, un desiderio di assoluto che la band riesce a rimarcare egregiamente nella sconfinata messa estatica di “Hollow Stone”, tanto che non giungerà inatteso, poco dopo, il rituale di “Pantheist” in cui la comunione tra l’uomo ed il tutto si consuma a suon di “percussioni” sommesse e di cori stagliati contro l’orizzonte.

Più sbrigliata, invece, “Birch White”, che lascia spazio a una seconda parte di quiete bucolica che sembra memore della “Grantchester Meadows” dei Pink Floyd. Dal canto suo, “Sowilo Rune” affresca un piccolo spazio di cielo con chitarra 12 corde, pianoforte ed un solo elettrico che fa molto David Gilmour. Struggente, la chiusa è affidata ad una sonata per pianoforte che Wayne Gratz apprezzerebbe commosso.

Non solo per fan, insomma. Ma chi si avvicina per la prima al loro mondo, faccia innanzitutto i conti con i loro primi tre lavori…

(14/10/2008)

  • Tracklist
1. The Isle Of Summer
2. Birch Black
3. Hollow Stone
4. Pantheist
5. Birch White
6. Sowilo Rune
7. Summerisle Reprise

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