Of Montreal

Skeletal Lamping

2008 (Polyvinyl) | baroque-pop

E’ passato solo un anno e mezzo dall’ultima release, ma nella loro ultradecennale carriera mai un’uscita degli Of Montreal era stata maggiormente attesa di questa. Merito senz’altro di un grande album come “Hissing Fauna, Are You The Destroyer?”, che segnava la netta maturazione di un gruppo (o un compositore, dato che il fondatore Kevin Barnes scrive tutto) che fino a quel momento aveva sempre sfornato buoni lavori, ma non si era mai avvicinato ai gradini dell’eccellenza.
I segni di quella maturazione si notano anche nel nuovo “Skeletal Lamping”, soprattutto nell’impressionante lavoro di produzione e arrangiamento, e in quella capacità di pensare in grande che forse mancava ai primi Of Montreal.

Il problema però è che stavolta il peculiare pop barocco di Barnes e soci perde la sua funzione di mezzo e, senza il supporto delle canzoni, non ha la forza per essere un fine di per sé.
Non è infatti un caso che l’episodio migliore sia il singolo di lancio, “Id Engager”, più che altro perché ha una sua identità. Ma “Id Engager” a parte, diventa difficile concentrarsi sui singoli brani. Ci si può imbattere spesso in buoni momenti di canzoni, questo sì, poi però nel tentativo di cambiare continuamente faccia finiscono per sembrare più che altro confusi collage di parti.
Eccoci dunque alla magagna: manca del tutto la compiutezza della forma, mancano l’unità di fondo, l’armonia degli elementi.
Troppi spunti, troppe idee assecondate troppo poco: in “Skeletal Lamping” Barnes sembra dimenticarsi di cosa rende accattivante una canzone pur di esporre tutta la mercanzia. Perché le trovate non mancano, ma non c'è la lucidità per togliere, per fermarsi, per capire quando l’accumulo genera solo confusione. Ogni brano in pratica contiene almeno altri due mini-brani, e quasi sempre sono davvero poco “legati” fra loro.

Sappiamo che è impietoso, però basterebbe fare un confronto fra la fatica con cui passano i sette minuti di “Plastis Wafer” e come invece, poco più di un anno fa, passavano in fretta i dodici di “The Past Is A Grotesque Animal”. Ma è solo un esempio fra i tanti. “Skeletal Lamping” annoia troppo rapidamente, e questo avviene soprattutto perché spariscono i ritornelli e con loro, sembra banale ma è così, parti da ricordare dopo l’ascolto. E’ un disco che non lascia impressioni, che non ti accompagna durante la giornata se lo ascolti la mattina. Per un album di questo genere è un mezzo fallimento, specie se si pensa che c’erano pezzi in “Hissing Fauna”  che non ti mollavano per giorni (passati a urlare “C’mon chemicaaaaaaals” come dei cretini - o dei tossici).
Anche quando si imbrocca la strada giusta, come per esempio la Montreal-disco di “Gallery Piece” (testo divertentissimo, peraltro), manca la capacità di incidere che era il qualcosa in più di “Hissing Prigs” rispetto all’ampia produzione precedente.

Non basta lennoneggiare per un minuto e mezzo (“Touched Something’s Hollow”) e tentare la “Happiness Is A Warm Gun” per un’altra cinquantina per somigliare ai maestri.
La delusione va ben al di là del voto.

(25/10/2008)

  • Tracklist
  1. Nonpareil Of Favor
  2. Wicked Wisdom
  3. For Our Elegant Caste
  4. Touched Something’s Hollow
  5. An Eluardian Instance
  6. Gallery Piece
  7. Women’s Studies Victims
  8. St. Exquisite’s Confessions
  9. Triphallus, To Punctuate!
  10. And I’ve Seen A Bloody Shadow
  11. Plastis Wafer
  12. Death Isn’t A Parallel Move
  13. Beware Our Nubile Miscreants
  14. Mingusings
  15. Id Engager

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