Cosa dovrebbe spingere all’ascolto di un album di soul, gospel e rhythm & blues nel 2009? Non certo il passato della cantante Naomi Shelton. Il solito percorso, le stesse esperienze di qualsiasi cantante soul, la chiesa questa volta è in Alabama, le esibizioni cominciano a una tenera età, poi New York diventa la città dell’incontro fortunato con Cliff Driver, il mentore che mette in movimento il suo talento...
"What Have You Done?", tuttavia, supera le perplessità.
La scelta di realizzare un album di rhythm and blues di stampo vintage, con tanto di hammond e ineccepibili arrangiamenti vocali, non era una delle più facili e ovvie, la padronanza di un tale patrimonio storico e artistico non è semplice, molti grandi soulsinger nel tentativo di recuperare la freschezza degli esordi hanno realizzato confusi ibridi tra il vecchio e il nuovo soul senza risultati lodevoli.
L’album presenta, invece, molte peculiarità interessanti: il piano honky-tonk di Cliff Driver insieme all’organo di Jimmy Hill garantiscono swing e movimento alle canzoni, i ritmi abilmente costruiti dal musicista jazz-blues Brian Floody non sono mai noiosi o ripetitivi, le ottime performance vocali, ricche di sensualità e spesso più vicine a James Brown che a Wilson Pickett, aggiungono un pizzico di grinta che rende il tutto più vibrante.
Restano le canzoni, tutte gradevoli e ben costruite, alcune di notevole spessore come il sofferto blues “I’ll Take The Long Road”, oppure la sordida e funky “Am I Asking Too Much”, dal riff irresistibile e contagioso.
Anche le ovvie citazioni scorrono con gusto, “What Can I Do” è sulle orme di Otis Redding, “I Need You To Hold My Hand” cita il primo Sam Cooke, ma tutto non conosce la noia dell’imitazione, il sound è quello giusto, la voce è sempre grintosa, e l’operazione vintage è riuscita e piacevole. Naomi Shelton, pur ricordando la provocante Mavis Staples, tradisce una maggiore propensione al gospel e alla musica di ispirazione religiosa, tutto ciò crea un altro dei migliori brani dell’album, ovvero “What Have You Done, My Brother”, un gospel-soul di rara bellezza e energia.
Resta da citare solo la versione di “A Change Is Gonna Come” di Sam Cooke: oltre che la vissuta interpretazione di Naomi, si fa apprezzare l’ottimo arrangiamento delle voci femminili che rendono anche molto originale la cover.
“What Have You Done?” è un gustoso album retrò, che pur mostrando dei limiti nella sua eccessiva matrice nostalgica, potrà trovare spazio nella vostra discografia insieme ai classici senza sfigurare.
(14/08/2009)


