Troum

Eald-Ge-Stréon/ Abhijñâ

2009 (Beta-Lactam Ring) | dark-ambient, drone

È nel nero pece, nella notte più buia, negli ululati sinistri del vento che si insinuano nelle fronde, che i Troum, duo tedesco all'attivo da oltre dodici anni, trovano la propria dimensione ideale.
Non c'è traccia di dinamismo nelle loro partiture, non c'è spazio per alcun movimento fluido, ma solo per flussi unidirezionali che avanzano incontrastati. E la loro ultima fatica non si schioda dall'evocare ambienti immersi in un non-tempo, soffocati lentamente da una miriade di droni sovrapposti gli uni agli altri, triturati gradualmente verso una morte inevitabile.

Il ricorso a un immaginario costituito da vocaboli antichi, che richiamano idiomi ormai sepolti dai secoli, avvalora la tesi secondo la quale ciò che i Troum disegnano con le loro note altro non è che un viaggio in reverse. Una vera e propria processione ideale, tesa a percorrere la storia al contrario, una storia che nel suo svolgersi incontra i clangori industriali che trovano le loro radici nelle architetture tribali ("Eolet").

L'iniziale "Elation" apre le porte del paradiso, ergendosi prima minacciosa e via via placandosi maestosamente in un moto elegiaco. Le fascinazioni bucoliche e i candori della traccia d'apertura vengono spazzati via d'un sol baleno dall'incipit di "Usque Sumus Lux": procedendo in assetto da battaglia, i tumulti industriali della seconda traccia avanzano decisi fino a incontrare le mura invalicabili innalzate dai droni che, come nei migliori Lycia, si elevano solenni, assolutamente imponenti.
E quando l'universo in espansione grida il suo fermento ("Ecstatic Forlorness") ci pensano ancora le colate laviche di "Dhânu-H" a riportare l'ordine, paralizzando ogni moto. Nonostante gli ultimi rigurgiti della civiltà post-illuminista ("Procession"), il vascello chiamato "Crescere" affonda mestamente e riaffiora rischiarato da bagliori alieni.

"Abhijñâ", secondo dei dischi che concorrono a formare quest'opera, pare quasi una summa in scala ridotta di quanto espresso. L'unica traccia si apre minacciosa, sprigionando via via un'aura solenne che si placa gradualmente fino a evolversi in una melodia cristallina che apre a visioni celestiali.

A conti fatti, questa doppia opera dimostra ancora una volta la validità del progetto dei Troum e la ormai non più sorprendente varietà di sfumature della loro tavolozza sonora.

 

(03/09/2009)



  • Tracklist

Eald-Ge-Stréon

  1. Elation
  2. Usque Sumus Lux
  3. Eolet
  4. Ecstatic Forlorness
  5. Dhanu-H
  6. Procession
  7. Crescere

 

Abhijñâ

  1. Abhijñâ

 

 

 

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