Attivi dal 1998, i tre lombardi Codeina, malgrado il nome possa far supporre l’esatto contrario, non intrattengono rapporti troppo evidenti con le sottigliezze introspettive dello slowcore, affondando piuttosto i denti in uno stoner-rock roccioso e possente, scolpito con riff grezzi che si lasciano ritorcere da un drumming ossessivo ed ansimante. Se osservando la struttura compositiva di brani come “Peristalsi 3.0” e “Piorrea” può venire in mente un certo approccio quintessenzialmente "hommeiano" alla materia rock, tendente alla vertigine psichedelica (la bellissima “Tesla Vs. Marconi”), quello che colpisce è il senso di nevrosi e la sguaiataggine tagliente e velenosa di un sarcasmo che si dibatte senza scampo tra il macabro e il paranoide. Nella loro dettagliata biografia i tre sostengono di aver perforato varie pelli di grancassa durante i concerti e, persino, di aver una volta investito il compenso di un’esibizione per “dissetare” il pubblico. Dei gentiluomini fuori di senno a cui va tutta la nostra stima.
(28/02/2011)


