OndaRock



1. Mistaken For Cops
2. Along Came The Dogs
3. The Listener
4. Dead Tenements
5. Chloryne And Crystal

 

HIGH CONFESSIONS

Turning Lead Into Gold With The High Confessions
(Relapse) 2010
post-punk, art-rock, noise-rock
Sorta di supergruppo formato da Steve Shelley (batterista dei Sonic Youth), Chris Connelly (Ministry, Revolting Cocks, Pigface), Sanford Parker (Minsk, Buried At Sea) e da Jeremy Lemos, The High Confessions si muovono tra ambiguo noir d’ascendenza post-punk e brividi dark-noise.

Se l’iniziale martellamento di “Mistaken For Cops” è poco indicativa del loro stile, con la lunga e oscura declamazione di “Along Came the Dogs” i quattro chiariscono le loro intenzioni. Mentre la batteria incede vagamente marziale, sono i vortici scurissimi e amorfi del synth che, insieme a secchi schianti metallici, trascinano il serpente verso un ballabile sciamanico dai connotati narcotici. Forse, un po’ tirata per le lunghe, ma l’effetto è assicurato.

Tratti ipnotici conserva anche “The Listener”, con rintocchi pianistici e piglio minimale, ma qui la qualità è decisamente inferiore. Un vortice dronante di chitarre fa da sfondo, invece, a “Dead Tenements”, che cresce e rallenta, sfociando, alfine, in un poderoso noise krauto. Chiude una “Chlorine And Crystal” che all’enfasi esistenzialista del post-punk contrappone claustrofobici sussulti psichedelici.

L’insieme è piuttosto compatto, “cristallino” nella sua tensione quasi gotica. Fatta eccezione per l'ottima “Along Came The Dogs”, però, i brani si crogiolano un po' troppo nel gorgo della ripetizione, alla ricerca di uno stato di trance che non sempre si materializza a dovere.
Un discreto biglietto da visita, in ogni caso. 

(23/11/2010)