OndaRock



 1. Love Projection
 2. Statues
 3. Glasgow, Covered In Snow
 4. Hush Up!
 5. As My Body Explodes
 6. Come Down From The Mountain
 7. Ghosts of Mice
 8. Green Eyes
 9. Battleships
10. March!
11. Predictions For The New Year
12. Today Was Like Russian Winter
13. Taking Shape



LONELY GHOSTS

Return From The Search Party
(Obi Records) 2010
indie-pop-rock
Simpatico e a volte sorprendente, Tom Denney, dopo alterne prove di indefinito ma stuzzicante indie-noise-rock con il gruppo degli Help She Can’t Swim, ha inseguito strade più confortevoli, consolidando col suo eclettismo una formula piacevole di pop-rock dai tratti noise ed elettronici.
“Return From the Search Party” è il primo album della sua nuova creatura, ovvero i Lonely Ghosts, che fa seguito a un mini-album, “Don’t Get Lost Or Hurt”, ben accolto dalla critica.
I tredici episodi confermano l’approccio più easy e pop-oriented con stimolanti incursioni nell’elettro-pop e sferzanti manipolazioni post-punk. La musica è un insieme di elettronica-giocattolo con tracce di hip-hop e shoegaze, mentre fughe armoniche e vibranti di synth e il canto sbilenco si fondono con alterne soluzioni che mostrano tracce residue di emozioni acustiche sempre ben calibrate e interessanti.

Non è certo l’originalità la miglior caratteristica dei Lovely Ghosts, i richiami ai Bright Eyes, ai Blur e ai Pavement persistono, spesso alcune tracce ricordano le cose migliori dei Maximo Park o dei Los Campesinos, ma tutto questo non sminuisce la qualità dell’insieme.
“As My Body Explodes”, “Statues” e “Today Was Like Russian Winter” sono robuste e briose, dotate di un buon equilibrio tra elettronica e pop-noise-rock, mentre “Come Down From The Mountain”, singolo apripista dell’album, alterna atmosfere dreamy con graziose fughe elettro-pop dal tocco vintage, il tutto sorretto da un riff contagioso.

Altro momento di estasi è “Green Eyes”, una cavalcata elettronica che si infrange su break acustici suggestivi e confortevoli, un delizioso mix di grinta e dolcezza. Ad elevare il tasso ritmico dell’album ci pensa “Hush Up!”, un funky-pop torturato all maniera dei Pil, mentre due deliziose cantilene (“Glasgow, Covered In Snow” e “Ghosts of Mice”) si insinuano dondolanti e maliziose contribuendo alla varietà stilistica che rende l’ascolto stimolante e mai noioso.

Tom Denney si conferma musicista di talento e il suo progetto Lonely Ghosts conserva quelle peculiarità artigianali che rendono il suo pop brioso e gradevole, “Return From the Search Party” non è esente da difetti e prevedibilità, non sarà certo nelle playlist di fine anno, ma chi vuole ascoltare pop-music senza annoiarsi, troverà nei tredici brani dell’album quaranta minuti di divertimento. 

(25/05/2010)