Attivi già da diversi anni, i veronesi neXus approdano finalmente all’Lp di debutto ufficiale, con un organico stabilizzatosi in saldo quartetto attorno alla voce dell’italo-inglese Cristopher Tooker, aggregato alla band nel 2006.
La proposta del gruppo si caratterizza per un garage rock’n’roll dal taglio abbastanza classico, bello aguzzo e contundente, con frequenti sporcature punk e un buon orecchio per il groove, costruito a suon di voci stordite e riff perforanti di chitarre ben affilate. I riferimenti vanno dagli Strokes per arrivare sino ai Raconteurs o ai Dead Weather, passando per Queens Of The Stone Age (si ascolti ad esempio “Tortellini In Broadway”) o anche, volendo, Hellacopters.
Attenti ai fremiti e alle derive del codice rock più recente, ma solidamente appostati sulle pendici di un suono roccioso e compatto nella sua assoluta fedeltà e devozione al mito, i neXus assemblano un album godibile e in generale privo di particolari sussulti, ma non per questo noioso. Tra gli episodi più riusciti, citiamo senz’altro la doppietta iniziale “Vampire Empire”/ “Do It”, l’ottima “Hit The City” e il curiosissimo duetto con Bobby Solo “El Cigarillo”, che si segnala per le sue torride atmosfere in bilico tra soul notturno e western tropicale, senz’altro tra i momenti più felici di tutto l’album.
Un po’ troppo cafone forse il techno-glam trapanante di “Bombin’ Teheran”, ma il disco riprende subito quota con la ballata acustica vagamente grunge “Not Wise” e il lungo blues stoner psichedelico di “El Nino Pt.2”. Nel complesso il gruppo mostra di possedere delle buone potenzialità di scrittura e interpretazione. Il grosso della partita si giocherà allora nella capacità della band di convogliare in futuro questo talento in un spazio espressivo che sappia appartenerle sino in fondo.
02/03/2010