Carlotta Sillano, venti anni, dopo importanti riconoscimenti e collaborazioni di prestigio, regala, con il suo album di debutto, un bel esempio di stralunato songwriting al femminile in bilico tra St. Vincent, Emiliana Torrini, Tori Amos e Cocorosie. Il lavoro, punteggiato da spunti cameristici, si presenta all’ascolto raffinato e fiabesco, con molti riferimenti e citazioni colte nei testi (soprattutto poeti). Una strumentazione assai ricca (piano, theremin, glockenspiel, sintetizzatori, carillon) si mette così al servizio di una scatola di piccoli prodigi caricati a molla, disegnando un breviario onirico intriso di magia e romanticismo nostalgico, tra avanguardie parigine d’inizio secolo e suggestioni di puro cabaret weimariano.
17/04/2011
Parole che prendono corpo, sonorità vivide, un album live esplosivo
Un calderone pop in equilibrio tra psichedelia e progressive
La band piacentina debutta all'insegna dello shoegaze
Il pranzo è servito: un gustoso menù chamber-pop
Un folk pastorale e toccante segna le canzoni del quarto album del musicista dello Yorkshire
Luce e commozione tornano ad irradiarsi dal verbo ambient di Matthew Cooper
Pressioni sociali, salute mentale e processi di autocomprensione al centro del rumoroso sophomore della cantautrice di Northampton
Un elogio funebre, un diario in cui l’autore mette a nudo sentimenti tanto personali quanto universali