Questo disco-mix a 12" arriva a ridosso del curioso e interessantissimo Ep dei misteriosi Spettro Family. Si tratta di un puro prodotto databile, per la musica espressa, nella primissima prima metà degli anni Ottanta e che, invece, è un disco nuovo di zecca. Anche in questo caso, non si sa assolutamente niente riguardo a chi lo ha concepito, realizzato e prodotto, come è consuetudine di questa eclettica e coraggiosa piccola label di Salerno. "Cornflakes 808" si muove perfettamente (e a suo agio) nella italo-disco di quasi trent'anni fa, non quella becera e commerciale sfornata dal team produttivo di Claudio Cecchetto (Sandy Marton, Den Harrow, Tracy Spencer etc.), bensì quella più sperimentale e sofisticata del fiorentino Alexander Robotnick e dei bolognesi Stupid Set.
I brani presenti sono solo tre, ma risultano sufficienti per darci già una precisa idea delle buone capacità di questo (o questi) Cornflakes 808. Il pezzo principale, "Bubble Gums", è posto sulla prima facciata, un classico proto-electro di ispirazione Africa Bambaataa e dei suoi Soulsonic Force del periodo "Planet Rock" (1982), dove non mancano, verso la fine, delle accorte dissonanze di synth. Sull'altro lato c'è il brano migliore, "Electroll", che parrebbe uscito fuori dal primo album del 1985 del rapper bianco Mantronix, uno dei pionieri della fusione tra le ritmiche hip-hop e l'electro. "Ufo Bar" sfoggia pure le consuete sonorità da videogioco Atari e da Commodore 64, sottolineate da beat minimali.
Il tutto risulta ben calibrato e mai sopra le righe, raffinato, a suo modo. Immagino che Cornflakes abbia voluto omaggiare, col suo nome, la gloriosa drum-machine della Roland (la "808", andata presto fuori produzione) e un'epoca che non c'è più, ma che sta ritornando forse in auge.
17/06/2011