Travolto fin da ragazzino dalla house vecchia maniera, targata ovviamente Chicago, e dalla variante più algida made in Detroit, per questa sua caliente selección MCDE non rinuncia a fusioni di stampo jazzistico e black, passando con una certa scioltezza da Sun Ra a Tony Allen, fino ad arrivare all’ispiratissimo Peven Everett del singolo bomba “Stuck”, e ai consueti Mr. Fingers, idolatrati con disinvoltura nell’immensa acid-house-track “The Juice”.
Il ragazzo mostra, selezione per selezione, una veemente predisposizione verso l’universo houseofilo balearico, incastrando i suoi fari guida con l’arguzia del rampollo dalle uova d’oro. Perché questo suo “Dj-Kicks” mostra un’accuratezza ritmica fuori dal coro, capace di esplodere nella fase centrale attraverso l’irresistibile binomio afro-beat Creative Swing Alliance/Geraldo Pino & the Heartbeats. Ma non solo. Fuori da qualsiasi previsione, Plessow pesca dal suo cilindro il compositore francese Philippe Sarde, rielaborandolo a suo piacimento fino a intrecciarlo con Robert Hood e niente popò di meno che i Loose Joints di sua maestà Arthur Russell, calibrati con grazia in “Pop Your Funk”, e inseriti prima dell’unica traccia prodotta dallo stesso Danilo, “L.O.V.E.”, sorta di deep-house dal groove rotante, e dell’Aphex di “Actium”. C’è spazio finanche per una “Cardiology” di Matthew Chicoine, aka Recloose, remixata con la consueta classe da un certo Isolée, e per il Timo Lassy caldissimo di “Africa Rumble”.
Approvato il suo dinamismo e l'efficacia della sua “arte selettiva” ai controlli, non ci resta che attendere il vero miracolo.
(13/07/2011)


