Modeselektor

Monkeytown

2011 (Monkeytown) | electro

L'appetito vien mangiando, un proverbio di sicuro ben noto agli onnivori e sempre meno incasellabili Gernot Bronsert e Sebastian Szary, figli della scena electro berlinese meglio noti come Modeselektor.
Dalla metà degli anni 90 miscelano dischi e creano personali scenari sonori, senza lesinare collaborazioni e conquistando nel tempo il sostegno di importanti nomi del music biz.
Il duo tedesco ama sempre più deliziare la platea mischiando le carte, con l'intento di non far capire dove potrebbe trovarsi dopo appena cinque minuti.
"Monkeytown" è la sublimazione di tale atteggiamento, un disco forte di undici tracce rappresentanti altrettante divagazioni sul tema "dove si trova l'elettronica oggi", una sorta di piccolo bignamino per chi segue la scena con minor attenzione maniacale, uno di quei lavori che di solito vengono apprezzati anche da chi bazzica sentieri non propriamente sintetici.

Si parte dal dubstep addolcito di "Blue Clouds" e da lì schizzano infinite schegge che si rivolgono verso le direzioni più impensabili e disparate.
La preservazione delle radici è assicurata dalla superba techno espressa prima in "Evil Twin" e più avanti in "German Clap", dove si ibrida con lievi divagazioni funk.
"Monkeytown" non si ferma mai, è un continuo saltellare fra subgeneri, riservando il giusto spazio anche a  quelli black oriented, vedi le derive hip-hop di "Pretentious Friends" e della meno riuscita "Humanized", e l'eccellente fusione con l'r&b di "Berlin" (originale che proprio un brano con questo titolo non abbia nulla da spartire con la techno), arricchita dalla presenza di Miss Platnum.
Meno determinante l'apporto di Apparat, il quale non riesce a far decollare la conclusiva "War Cry", così come girano sostanzialmente a vuoto le (purtroppo) consecutive "Grillwalker" e "Green Light Go".

Poi c'è da affrontare l'argomento principe dell'intero album, croce e delizia di questo disco, la presenza di Thom Yorke che nobilita a tal punto "Shipwreck e "This", da farle sembrare più due (pur straordinarie) outtake di "The King Of Limbs" che creazioni marchiate Modeselektor.
Sono le tracce che potrebbero sdoganare il duo teutonico presso il grande pubblico, pur mantenendo ben poco del Modeselektor sound, elemento che potrebbe essere visto come un punto a sfavore dai fan della prima ora della coppia Bronsert-Szary.

La domanda è lecita: una coppia che tende a spersonalizzarsi oppure due geni assoluti?
C'è chi li accuserà di essersi svenduti, di puntare troppo su facilonerie di bassa lega o di snaturare il proprio suono per conquistare i favori del pubblico.
Per noi "Monkeywrench" è un bel frullato che, senza avere la pretesa di disegnare o proporre scenari futuribili, riassume degnamente lo stato dell'arte di certa musica elettronica, mantenendo un'opportuna coerenza di fondo.
Non sono in molti, nella scena electro contemporanea, a potersi permettere un lavoro di questo tipo mantenendo intatta la propria credibilità. I Modeselektor ci sono riusciti.

(29/11/2011)

  • Tracklist
  1. Blue Clouds
  2. Pretentious Friends
  3. Shipwreck
  4. Evil Twin
  5. German Clap
  6. Berlin
  7. Grillwalker
  8. Green Light Go
  9. Humanized
  10. This
  11. War Cry
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