Abu Lahab

Humid Limbs Of The Torn Beadsman

2012 (autoprodotto) | power noise-industrial, black-ambient

Misterioso progetto marocchino, Abu Lahab giunge al culmine della sua perversione sonora con le otto torture di “Humid Limbs Of The Torn Beadsman”, lavoro in cui metallo “nero”, industrial, elettronica, dark-ambient e harsh-noise maturano in una sintesi finalmente equilibrata.

Ricolmo di visioni nichilistiche e di messaggi anti-islamici, che sembra abbiano causato non pochi problemi in patria agli artefici di questa musica disturbata e disturbante, il disco è introdotto dall’illbient demoniaco di “Jeed”, preludio alle mostruose scansioni di "Carve Hope Out Of Their Bellies" (una delle loro vette assolute), malsano esperimento che coniuga staffilate power-noise, assalti cyber-punk, scansioni meccaniche destabilizzate da viscide pulsioni omicide e urla agghiaccianti. Punte di isterismo maniacale si raggiungono, invece, con il ballabile sovraeccitato, percorso da un sibilo assordante, da stratificati vocalizzi celestiali e finanche sventrato da scariche elettrostatiche, di “Burden Of Senses”, e con i tribalismi sfrenati di “Dissolution”, votata ad una terribile lacerazione dionisiaca.

Se, dunque, l’IDM in cortocircuito psichico di “Jeed II” e il lungo vortice-precipizio, pregno di minimalistiche allucinazioni, di “Cope With The Third Eye” manifestano ulteriori sviluppi della loro arte surrealista, a completare questa malsana visione di morte arrivano le torbide ragnatele oniriche e i disturbanti incroci di ninne-nanne e rombi sovrannaturali di “Apathy Chord”, probabilmente il momento più inquietante del lotto. In coda, infine, gli spasmi metallurgici di “Thanathos Persists” sfociano in una dolente declamazione femminile.
Il disco, come tutti gli altri usciti sotto la sigla Abu Lahab, è stato autoprodotto e rilasciato in formato digitale sulla rete. Dunque, sapete dove trovarlo…

(06/08/2013)

  • Tracklist
  1. Jeed          
  2. Carve Hope Out of their Bellies          
  3. Burden of Senses          
  4. Jeed II          
  5. Dissolution          
  6. Apathy Chord          
  7. Cope with the Third Eye          
  8. Thanatos Persists
Abu Lahab su OndaRock
Recensioni

ABU LAHAB

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(2013 - autoprodotto)
Meno radicale rispetto al passato, il progetto marocchino si arricchisce di un nuovo capitolo sonoro



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