L’alchimista italiano dell’horror-disco. C’è un nome che ormai da più di qualche tempo comincia a farsi notare negli ambienti della musica elettronica che conta, ed è un artista 100% italiano: Alessandro Parisi.
Con all’attivo diversi lavori tra cui “Draconia” (Lux Rec 2013), “
Hic sunt leones” (MinimalRome, 2013), caratterizzati da un paradossale quanto ben dosato minimalismo sintetico, Alessandro Parisi propone, per questo nuovo inizio anno, più che un semplice Ep, un vero e proprio viaggio iniziatico volto alla scoperta dei misteri di uno dei monumenti più enigmatici del mondo: la “Porta Ermetica”.
Dieci tracce in tutto che riprendono nei titoli parte delle incisioni alchemiche presenti sulla Porta, in un graduale cammino verso l’illuminazione in cui il Parisi, maestro impavido, sembra quasi sfidare la sorte andando palesemente contro a uno dei moniti più importanti riportati sul monumento: “Colui che svela gli arcani della natura al potente cerca da se stesso la morte”. E forse non è un caso se il primo brano in
tracklist prende proprio il nome di “Athanor” dal greco A-Thanatos, ovvero senza morte. Il ritmo è sin da subito incalzante e marziale, volto a delineare atmosfere mistico spettrali, in una dinamica di ascensione sviluppata abilmente anche nella successiva “Caeli rore”.
Un primo cambiamento di tono si avverte con “Hasperius Draco”, il cui set armonico traccia un preciso percorso dronico, ripreso e ampliato anche in “Aurem seculum redivivum” e “Centrum in trigono centri”, in cui s’inserisce a perfezione la voce di un’altra eroina tutta italiana del sottobosco bosco minimal- synth: Valentina Fanigliulo, aka Mushy.
Menzione a parte meritano infine i brani “Si sedes non is” e “Azot et ignis”. Per il primo sono chiari i riferimenti a una certa filmografia horror che va da dai nostrani
Goblin e Morricone per
Dario Argento, fino ad arrivare a
Mike Oldfield per William Friedkin e il suo “
L’Esorcista“. In “Azot et ignis” il ritmo invece, in un rimando più esplicito a John Carpenter, si fa talmente ossessivo e rapido tanto da rendere impossibile ogni resistenza al movimento.
Riferimenti musicali e filmici chiariti, La Porta Ermetica si conferma in ogni caso come un lavoro estremamente interessante del quale resteranno le implicazioni e le rivelazioni concettuali.
01/01/2014