Greg Boring

Heavy Syrup

2013 (Critical Heights) | electro-synth

It's the second truly expressionist idea of rock n roll. 
Make a band around you,
give it your name,
and then disappear
(Greg Boring)

Un giocattolo rotto, un carillon ammaccato: Greg Boring da Brisbane, Australia è un uomo che dall'improvvisazione pare attingere il proprio leitmotif. Difficile cogliere il senso ovvero la linearità dell'opera prima, che, a onor del vero, nasce già un'anno addietro, ma viene distribuita fisicamente da Critical Heights nei mesi iniziali del nostro 2013.
Il compositore australiano (o i compositori, dato che non è chiara la natura di questo progetto) tiene sotto le dita un synth analogico, accarezzandolo talvolta, alla non-ricerca di un comportamento musicale definito e/o da definire. Le sette tracce che costituiscono il lavoro si muovono confuse, con sonorità dissonanti vicine alle concezioni di quel mostro sacro che è stato Kevin Ayers; nell'entropia che caratterizza la dissonanza, il nostro cerebro è comunque in grado di confinare il tutto all'interno di una scatola logica, di cercare la defizione degli spazi per avere la sicurezza di muoversi serenamente e di non provare l'angoscia che l'indefinito, spesso e volentieri, porta appresso.

I suoni sintetici delle tastiere la fanno da padrone mentre ingoiamo lo "sciroppo" di Boring: la densità del liquido scende dalla gola fino allo stomaco e, inizialmente, l'amaro della medicina copre qualunque altro gusto; l'apparato digerente assimila lentamente i ritmi del synth, mentre una voce androgena in lontananza cerca d'ammorbidire la "prova di forza".
Così, in "Denuder", due meravigliose bambole di plastica, con le braccia amputate e i capelli strappati, danzano scoordinate sul valzer sintetico del maestro Boring e sulla voce spettrale di "un'essenza" senza corpo, né linguaggio proprio. Le parole utilizzate sono neologismi senza importanza di significato; nei sei minuti di "Fine Find Finded", tributo al "Joy Of A Toy" del maestro Ayers, ascoltiamo i movimenti compulsivi del Boring "scappato di casa", che inventa piani di fuga in "Primitive Lotion", aiutato dalle dritte tramandate nel tempo dai luminari Os Mutantes o dai loro segreti psichedelici anni 60 nell'utilizzo ripetitivo ed ipnotico dell'organetto, in "Huh" per esempio.

La "presenza spettrale" mantiene il suo timbro. La propria cadenza e personalità s'odono sino all'ultima parte di ascolto, mentre le sonorità tendono a spostarsi verso orizzonti di trance psicofisica, di drum machine strutturate e militari: lo "sciroppo" raggiunge l'effetto desiderato. Nei brevi interludi di "Alvin" e "About Time" compiamo i passi verso la nuova frontiera: quando "Night Moves" attacca ci ritroviamo inebetiti, in balia dei nuovi movimenti mentali e del processo sinaptico iniziato dal continuum di tastiere e batteria elettronica. Serenità e fantasmi si alternano in questi ultimi sette minuti e mezzo di favola elettronica, portandoci a sognare ora immensi spazi di tranquillità, ora momenti di fuga immobili, in cui la nostra corsa si esaurisce ancora prima di cominciare.

Greg Boring ha concepito un'opera mentale ciclica con il disco d'esordio "Heavy Sirup"; non esiste principio o conclusione nel processo di ingestione e di metabolizzazione: perpetua la certezza che la cattiva digestione porterà, per forza di cose, a un intenso senso di disorientamento, curabile soltanto con un'altra sorsata di sciroppo.

(07/04/2013)



  • Tracklist
  1. Denuder
  2. Fine Find Fined
  3. Primitive Lotion
  4. Huh
  5. Alvin
  6. About Time
  7. Night Moves


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