Art Of Cosmic Musings

Transmission

2014 (Tonefloat) | electroacoustic impro

Dall'inizio del secondo millennio, Dirk Serries di sorprese ce ne ha riservate parecchie. Se c'è un elemento che ha caratterizzato il più recente e variegatissimo tratto della carriera del fu vidnaObmana, si tratta sicuramente della voglia di lanciarsi in esperienze nuove, estreme, sorprendenti, talvolta in grado persino di porsi in controtendenza totale con quel passato a cui, volenti o nolenti, molti sono ancora soliti associarlo. Dai quattro fenomenali atti di “An Opera...” passando per la breve quanto ipertrofica avventura Fear Falls Burning, sino ad arrivare infine ai droni cosmopoliti dei “Microphonics”, un percorso vario e irregolare lo ha condotto lontanissimo da quel lussureggiante standard ambientale costruito di album in album nelle due precedenti decadi e impostosi progressivamente a fianco del verbo dei “corrieri” californiani.

Dopo l'annunciata conclusione dell'ultima saga con il formidabile capitolo “XXI-XXV” - per quanto non meno di un paio di mesi fa un inatteso post su Facebook pare aver aperto alla possibilità di nuovi capitoli – e dunque della sua esplorazione del minimalismo per mezzo del drone, era fin troppo lecito attendersi un possibile nuovo colpo di coda. E se “Transmission” di per sé potrebbe pure non essere nulla più di una parentesi di prova, sono le premesse al progetto Art Of Cosmic Musings che paiono volerlo annunciare come un'esperienza ben più radicata e coadiuvata da un progetto a lungo termine. Dietro l'affascinante nome si cela in realtà una collaborazione con Teun Verbruggen, giovane quanto richiestissimo batterista appartenente all'ultima generazione free improvisation. Un'avventura che non sorprenderebbe prendesse il posto proprio di Fear Falls Burning rappresentando una potenziale nuova frontiera per l'instancabile magnate belga.

I primi cinque minuti di “Dome” sono un autentico colpo al cuore per qualsiasi fan longevo si sia innamorato dell'inimitabile talento armonico di Serries: rintocchi nel silenzio, crepitii, isolazionismo un po' dalle parti degli ultimi Main e un'agonia di prolungato “nulla di fatto”. Si deve arrivare al quinto minuto perché un barlume drone si accenda senza portarsi dietro speranza alcuna: la sua evoluzione è lenta quanto costante e quasi senza nemmeno accorgersene a metà pezzo arriva l'esplosione, la chitarra microfonica che irrompe, intatta e possente, navigando a vista sino al (decisamente più conciso) sfumato del finale. A spazzare via i pochi dubbi rimasti arriva in fretta “Discord”, una temporale di un quarto d'ora in pieno stile Necks fatto di bagliori luminosi e rintocchi spezzati che lentamente si placa lasciando ricamare un arcobaleno ai droni della chitarra.

Il notturno della title track allenta i tempi e allarga gli spazi prendendo il volo dai graffi di fronde d'alberi verso i lidi del post-rock più astrale, ancora colmo di strati nuvolosi pronti a dissiparsi definitivamente nel languore della conclusiva “With Thorn”, dove le vibrazioni pluriformi di Verbruggen si fanno letteralmente sovrastare dai densi flussi ambientali. Imprevedibile e istrionico come da anni a questa parte, mai come questa volta Serries pare aver intrapreso un viaggio alla ricerca della sottrazione sonora, scomponendo la sua musica in fattori primi combinabili grazie soprattutto all'azione “de-coordinante” di Verbruggen e dei suoi piatti. La metropoli del passato recente è dunque (per ora) abbattuta, e sulle sue macerie la natura selvaggia può finalmente sfogarsi in tutto il suo impeto. Che (anche) questa nuova (ennesima) avventura abbia dunque inizio.

(28/03/2014)

  • Tracklist
  1. Dome
  2. Discord
  3. Transmission
  4. With Thorn


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