Chandeen

Forever And Ever

2014 (Kalinkaland / Projekt) | dream-wave, synth-pop

Vecchia gloria di quell'epoca in cui la dream-wave americana si collocava a due passi dallo status di fenomeno di massa, i Chandeen continuano da anni a sfornare dischi di pregevolissima quando non addirittura eccellente) fattura. Abbandonati già verso la fine del decennio Novanta i rigagnoli dark che caratterizzavano i primi momenti della loro espressione artistica, la band si è progressivamente ridotta fino a comporsi dei soli Harald Löwy e Julia Beyer, reinventatisi autori di un pop elettronico a cavallo tra i sogni eterei dei discepoli Autumn's Grey Solace, le sincopi propulsive dei Mira più in palla e gli arpeggiatori battenti degli Aurora.

Una miscela che non a caso ha continuato a riscuotere un discreto successo negli Stati Uniti – dove quel malloppo “dark” che comprende gothic, ethereal e dream-wave non ha mai davvero smesso di costituire un fenomeno – per essere invece presto dimenticata in Europa, proprio a cominciare dalla natia Germania. C'è voluto lo zampino della Projekt perché “Forever And Ever”, disco numero undici in carriera, tornasse a gettare un po' di luce su una realtà che ha proseguito, con caparbietà e discreto coraggio, la propria avventura anche dopo il declino dei tempi d'oro.

Quello che troviamo nel 2015 nei Chandeen è un sound maturo, deciso, sicuro di sé, improntato su un mix di synth pastosi e avvolgenti, chitarra acustica e la voce, conservata alla perfezione, di Julia Beyer. Li (ri)scopriamo in grado di partorire gemme come la languida “Paralysed”, la paradisiaca “Wake Up, Starbuck!”, la malinconica “What The Lies Beneath The Sky”, l'eterea “In Distant Sunset Light” e la languida e cinematografica “Hermine's Dream”, con accompagnamento interamente affidato agli archi.

Ma poi anche l'anima più scoppiettante e vivace dei due sbuca fuori in una manciata di singoli che una decina d'anni fa avrebbero avuto un discreto potenziale da chart: dal battito sotterraneo che anima “The Wild Unknown” alla dolcezza forse un po' tirata di “Invaded By Love” per arrivare al puro dance-pop di “Popcorn On Blue Eyes”, degna dei Metric più in palla, che un posto in qualche classifica statunitense potrebbe riuscire davvero a strapparlo. Impulsi vitali che riescono ad alleggerire la tracklist di un lavoro che trasuda nostalgia da ogni suo suono, ma che riconsegna un duo ancora in ottima forma a più di dieci anni dal suo periodo d'oro.

(24/01/2015)

  • Tracklist
  1. Popcorn On Blue Eyes
  2. Cloudy Canyon
  3. Wake Up, Starbuck
  4. The Wild Unknown
  5. What Lies Beneath The Sky
  6. Invaded By Love
  7. Mountains
  8. Hermine's Dream
  9. Splendid Echo
  10. Paralysed
  11. In Distant Sunset Light
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