Klam

Bleak

2014 (White Birch Records) | post-punk, shoegaze

Tre membri dei Magdalene (disciolto combo post-hardcore pisano) nel maggio 2012 hanno intrapreso, insieme al bassista Valerio (ex-Chambers), una nuova avventura a nome Klam; dopo aver pubblicato una cassetta self-titled, a febbraio 2013, e dopo aver registrato alcuni brani disponibili esclusivamente in versione digitale, esordiscono con questo "Bleak" per la White Birch Records.
Chi ha ascoltato le loro prime incisioni è già venuto in contatto con il loro mondo, cupo ("bleak" per l'appunto) ma intriso di una malinconia sublime, quel genere di canzoni dove la tristezza diviene seducente, un po' come quando si ascoltano gli Smiths.

E' un connubio d'impatto quello messo in campo dai Klam, tra screamo e post-punk, come a voler conciliare il passato dei Magdalene con influenze "dark" solitamente estranee alla loro scena di provenienza; ed è così che echi di Cure e Joy Division impattano con il fragore di un sound dal flavour nineties, maliconico ma a suo modo epico e potente, un "disegno" chiaro fin dall'iniziale "Depression Ridin' Cowboys", ispirata dallo spaghetti-western "Se Sei Vivo Spara", di Giulio Questi. Una formula che funziona perché - anziché disperdere le energie dei filoni da cui attingono - i quattro Klam ne forgiano una sintesi ideale: del resto certi umori grigi non sono affatto alieni al ventaglio di sonorità tipico del loro background.
Titoli e lyrics dei brani parlano chiaro, ma per metafore: un paradosso che è alla base di un concept sospeso tra amarezza e innata (e toscana?) ironia, senza per questo scivolare nel cinismo: "Miss Bulimia", "Mess With The Best, Die In A Nuclear Test", o ancora "Pretty Girls Have Aids".

In poco più di mezz'ora Bleak ci consegna chitarre dal riverbero fragoroso innestate su tappeti di wave atmosferica, ritmi meccanici alternati a spazi dilatati e sprazzi di psichedelia shoegaze: il tutto suona sempre coeso, complice la grande attenzione dedicata alle melodie e una produzione efficace nel supportare le trame intessute dal gruppo, un sound "ricco" ma anche molto diretto, d'impatto.
Un esordio potente, con le radici ben salde nell'underground ma con i "numeri" per ramificare al di là dei circuiti più sotterranei, destinato a tutti coloro che sono in grado di uscire dalle proprie nicchie.

(27/12/2014)



  • Tracklist
  1. Depression Ridin' Cowboys 
  2. Kim Young Gun 
  3. Bruce Campbell 
  4. Miss Bulimia 
  5. Mother! Oh God, Mother! Blood!
  6. Mess With the Best, Die In a Nuclear Test 
  7. Die Alone 
  8. Pretty Girls Have AIDS 
  9. Psycho-Somatic, Addict-Insane
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