Florence + The Machine

How Big, How Blue, How Beautiful

2015 (Island) | pop-rock

Florence Welch non è certo un personaggio che colpisce per simpatia e semplicità: il suo essere sempre in bilico tra una santona in preda all'estasi mistica e un'intellettuale femminista pronta per partecipare a un'installazione di Marina Abramovich desta il sospetto che la sua posa sia fin troppo calcata e calcolata. Due però sono i grossi pregi della sua proposta che non si possono non riconoscere: quella voce così potente, vibrante e solenne (si ascolti stavolta la toccante interpretazione dell'affascinante "Various Storms & Saints"), lontanissima dagli sterili e vanitosi vocalizzi soul che ormai livellano la scena pop, e la coerenza stilistica.

Reduce da due fortunatissime collaborazioni extra-album col dj e produttore britannico Calvin Harris, la Welch avrebbe potuto tranquillamente riforgiare la sua macchina in chiave più dance e moderna per conquistare definitivamente le classifiche. Il terzo capitolo di Florence + The Machine è invece quanto di più lontano si possa immaginare dalle attuali dinamiche mainstream (solo la snella dinamicità di "Queen Of Peace" potrebbe eventualmente adattarsi a un trattamento remix) e riconferma il gruppo portavoce di una rigorosità vintage che oggigiorno suona paradossalmente come una boccata d'ossigeno.

Le trame più folk e le sfumature naif del quasi immacolato debutto sembrano essere state definitivamente accantonate purtroppo, ma "How Big, How Blue, How Beautiful" cerca di ridimensionare anche la sabbatica tribalità del più austero "Ceremonials", preferendo un'attitudine più diretta e asciutta, che utilizza solo archi dosati e dei fiati morriconiani quali unici orpelli per un classico assetto pop-rock. Certo non si rinuncia a quelle severe armonizzazioni vocali che sono ormai un marchio di fabbrica ("Caught"), che non impediscono però a "Ship To Wreck" e "Hiding" (sopraffina melodia alla Prefab Sprout) di scorrere via trascinanti e sbarazzine, e sono un netto punto di forza per brani più abrasivi e rockeggianti come "What Kind Of Man" e la psichedelica "Mother".

Anche se "Long & Lost" e la sacrale "St Jude" ammaliano più per la tetra atmosfera che per l'impianto melodico e le commistioni con le giocosità sixties di "Delilah" e "Third Eye" finiscono col pasticciarsi troppo, la visione d'insieme riesce a rimanere solida e abbastanza ispirata.
"How Big, How Blue, How Beautiful" è ancora lontano dall'essere il capolavoro a cui anela l'ambiziosa Welch e tra qualche anno potrebbe essere ricordato solo come un bel disco qualsiasi di Florence + The Machine, ma ne consolida la classe e la necessità di un personaggio simile in un panorama sempre più avaro di artisti in grado di riscuotere grandi consensi senza battere i soliti percorsi prestabiliti.

(04/06/2015)



  • Tracklist
  1. Ship To Wreck
  2. What Kind Of Man
  3. How Big, How Blue, How Beautiful
  4. Queen Of Peace
  5. Various Storms & Saints
  6. Delilah
  7. Long & Lost
  8. Caught
  9. Third Eye
  10. St Jude
  11. Mother
  12. Hiding*
  13. Make Up Your Mind*
  14. Which Witch*
  15. Third Eye (Demo)*
  16. How Big, How Blue, How Beautiful (Demo)*

* Deluxe version


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