Haiku Salut

Etch & Etch Deep

2015 (How Does It Feel To Be Loved?) | instrumental-ambient-glitch-pop

Le Haiku Salut sono Sophie, Gemma e Louise, tre musiciste del Derbyshire poco meno che trentenni, giunte al secondo album con questo loro progetto. Il debutto “Tricolore” (2013) è stato molto apprezzato in ambito indie-pop e si tratta effettivamente di un buon lavoro, anche se è difficile contraddire chi rilevava un’eccessiva somiglianza con i Detektivbyrån. L’obiettivo dichiarato del trio in questa seconda prova era realizzare qualcosa di più personale e, lo diciamo subito, la missione è stata decisamente compiuta.

Il riferimento di cui sopra fa già capire su quali coordinate si muova la band: brani strumentali dalla spiccata vena melodica e basati su un tessuto sonoro che vede intrecciarsi tra loro alcuni tra questi elementi: chitarra acustica, pianoforte, fisarmonica, glockenspiel, tromba, ukulele, tastiere e ritmiche di vario tipo, per creare una sorta di punto d’incontro tra ambient, glitch e pop. In un paio di occasioni c’è anche la presenza delle voci, non per cantare ma utilizzate come se fossero strumenti. Ogni brano ha un tema melodico portante piuttosto semplice, ripetuto con uno strumento diverso ogni volta e con una struttura attorno anch'essa mutevole. Il tema melodico può apparire subito oppure essere introdotto da un momento più o meno lungo senza melodia e l’accompagnamento può essere rappresentato da una linea melodica secondaria oppure da un mero arricchimento sonoro. A seconda delle occasioni, la musica contenuta in questi dieci brani può evocare serenità e voglia di essere positivi, oppure portare a sensazioni più sospese e contemplative. Non si riscontrano mai momenti cupi o di ansia: sia in questo disco che in quello precedente, le Haiku Salut preferiscono mantenere una certa leggerezza nei sentimenti, in accordo con quella sonora.

Il punto di forza del trio è la capacità di realizzare un risultato di grande immediatezza e facilità d’ascolto sfruttando un tessuto sonoro dalla costruzione che non dà l’impressione di complessità ma risulta sempre intrigante, piena di vitalità, di idee e perfettamente funzionale alla resa emotiva di cui sopra. “Bleak And Beautiful (All Things)” vede un tappeto di tastiera e ritmi glitch a cui si aggiunge successivamente la melodia principale, che sempre più prende il sopravvento nel corso del brano e a un certo punto viene spezzata da una variazione di fisarmonica; “You Dance A Particular Algorithm” ha la melodia più immediata del disco che si fa subito sentire e l’accompagnamento sonoro e ritmico arriva successivamente, dapprima solo sullo sfondo, poi acquisendo importanza e con variazioni continue degli strumenti utilizzati.
“Hearts Not Parts” inizia con un morbido arpeggio di chitarra acustica, quasi subito sovrastato da una combinazione di fisarmonica, ritmica leggera e accompagnamento vocale, con successivo intervento di tastiera e l’importanza dei singoli elementi che varia nel corso del brano, nel quale c’è un rimpallo tra un suono sospeso e rarefatto e un altro più pieno e strutturato; la particolarità di “Things Were Happening And They Were Strange” è l’apparente contrasto tra un suono soave e una batteria che a un certo punto sembra voler invadere tutto ma che in realtà è solo una rampa di lancio per una seconda metà con tutti gli strumenti a pieno regime.

In altri brani l’elemento caratterizzante è il pianoforte: in “Divided By Surfaces And Silence” si manifesta solo dopo un lungo stacco in cui appaiono ancora i ritmi glitch e la fisarmonica, ma stavolta da soli; nelle due ultime tracce, “The No-Colour Of Rain Or Dust” e “Foreign Pollen”, domina la scena ma con accompagnamenti diversi: più fantasioso e dinamico ma anche meno intenso quello del primo brano, mentre quello dell’ultimo si muove in blocchi definiti e soprattutto si fa sentire molto di più con un finale quasi epico.

Questo è un disco immediato, schietto e genuino che porta con sé un alto livello qualitativo e tanta personalità. Per chiunque sia interessato a un progetto fuori dagli schemi, ma anche capace di catturare l’interesse senza necessità di ambientamento, l’ascolto è obbligatorio.

(10/08/2015)



  • Tracklist
  1. Bleak And Beautiful (All Things)
  2. You Dance A Particular Algorithm
  3. Hearts Not Parts
  4. Divided By Surfaces And Silence
  5. Doing Better
  6. Things Were Happening And They Were Strange
  7. Becauselessness
  8. Skip To The End
  9. The No-Colour Of Rain And Dust
  10. Foreing Pollen
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