Howling

Sacred Ground

2015 (Monkeytown Records) | techno, ambient, elettronica

Può un album techno aspirare a raggiungere il nostro cuore piuttosto che le nostre gambe, farci emozionare invece di sudare? Se qualcuno avesse ancora dei dubbi ecco l’ennesima prova con il disco di esordio del progetto Howling. Dietro il nome Howling ci sono due artisti: RyX e Frank Wiedemann. Il primo è Ry Cuming, un cantautore e musicista di origini australiane, ma che ha vissuto per anni a Los Angeles; il secondo è la metà dei componenti del duo tedesco ÂME. Si erano già incontrati in precedenza, nel 2012, per comporre il brano "Howling", da cui poi avrebbero tratto il nome del nuovo progetto.

L’obiettivo di questo lavoro viene dichiarato già dal titolo, con quel terreno sacro dove i due artisti vorrebbero provare a portarci. La techno di Wiedemann si pone al servizio della voce delicata di RyX per cercare un equilibrio tra la reiterazione ritmica e i tappeti vocali. I due provano a ritagliarsi uno spazio intimo e riservato attraverso la musica, uno spazio dove raggiungere la parte più profonda di sé, dove guardare con occhi riflessivi ed emozionati i colori del proprio mondo ma allo stesso tempo esprimere, quando necessario, la componente più selvaggia del nostro essere.

Wiedemann riesce a manipolare la sua techno per esaltare la voce di Ry e  trasportarci, brano dopo brano, in un mondo ultraterreno. Tappeti di synth che disegnano morbide onde con leggiadra delicatezza, sezioni ritmiche mai arroganti o egoisticamente invadenti, piccoli glitch che fanno capolino sullo sfondo, minimalista ma non minimale con i suoni comunque caldi e corposi; il tutto splendidamente fuso con le dolci nenie quasi religiose di Ry e ammantate di gioiosa malinconia.  Non è un gioco di contrasti, in cui due anime si sopportano e si combattono per ritagliarsi il proprpio spazio, quanto invece un avvincente sodalizio dove ogni elemento lascia il posto al successivo quando è giusto farlo, senza sbavature, senza eccessivo protagonismo né da parte della sezione ritmica e più technoide, né da parte della voce che Ry riesce a tenere sotto controllo, utilizzandola come uno strumento ulteriore al servizio del progetto. L’amalgama finale di questo gioco delle parti riesce a cullarci per tutto il tempo, accompagnandoci in  un viaggio su un mare spaziale con destinazione finale il pianeta sacro degli Howling.


Si potrebbe fare una disamina di ogni brano, spiegare tecnicamente una serie di cose, parlarvi di generi e tanti altri tecnicismi o "criticismi", ma perché volgarizzare un album così bello con dettagli ininfluenti e magari distrarci da ciò che veramente conta? Un album che, in conclusione, diventa un vero e proprio rituale spirituale, un'intimista iniziazione ai più profondi antri del nostro cuore, capace di aprire anche la mente e guardare il mondo con occhi diversi.

(05/07/2015)

  • Tracklist
  1. Signs
  2. Stole the Night
  3. Interlude I
  4. X Machina
  5. Litmus
  6. Zurich
  7. Short Line
  8. Quartz
  9. Interlude II
  10. Forest
  11. Howling
  12. Lullaby


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