Oh Wonder

Oh Wonder

2015 (Caroline) | modern soul/r&b

Negli ultimi anni, il mondo dell’indie-rock si è avvicinato a quello dell’hip-hop e della black music in generale, ma ci saranno senz’altro ascoltatori che non si sono fatti attrarre da queste sonorità quando all’improvviso sono diventate di moda in un circuito che invece se ne disinteressava completamente. Sono pronto a scommettere che, al contrario, questo disco riuscirà nell’intento di farsi apprezzare da un’audience davvero globale, perché, fortunatamente, le canzoni belle e l’impatto emotivo sono ancora un linguaggio universale capace di cogliere nel segno al di là degli steccati di genere.

Gli Oh Wonder sono i londinesi Anthony e Josephine, non amano parlare molto di sé in Rete e queste 15 canzoni sono il loro modo di presentarsi al mondo, dopo che per diverso tempo il loro nome era circolato insistentemente tra gli ascoltatori più attenti, grazie alla scelta di pubblicare un brano ogni primo del mese per un anno. La loro proposta si può descrivere semplicemente come modern soul/r&b, con l’aggettivo che serve a far capire come il suono sia attuale e non retromaniaco come ad esempio quello dell’altro fenomeno black che sta spopolando tra gli appassionati di ogni genere, ovvero Leon Bridges. I due cantano quasi sempre in coppia, con le singole voci che solo sporadicamente si esprimono senza l’altra, e il loro songwrriting è strutturato in modo molto semplice, con strofe e ritornelli e qualche variazione sul tema ogni tanto.

La qualità delle melodie, però è davvero fuori dal comune e non cala mai per tutto l’alto numero di brani presenti: davvero si può parlare senza remore di gemme pop dal primo all’ultimo secondo. Il suono è molto fresco e immediato; le soluzioni dal punto di vista degli arrangiamenti non si ripetono e ogni volta le scelte sembrano essere le migliori possibili, per ben 15 canzoni di fila. Infine, l’aspetto emotivo del disco gioca un ruolo importante, grazie a una particolare modalità di concretizzare i sentimenti espressi, che si potrebbe quasi definire vellutata, e che abbraccia l’ascoltatore in modo del tutto inusuale, costringendolo praticamente a arrendersi di fronte a una rappresentazione sensoriale così efficace e diversa dal solito.

L’incredibile “Livewire” messa all’inizio è il brano ideale per far drizzare fin da subito le orecchie all’ascoltatore, con l’ottimo uso del pianoforte prima a sprazzi e poi con più continuità, ma in generale è davvero difficile trovare uno o più brani meritevoli di segnalazione rispetto agli altri. Non possono non essere citati almeno “Drive”, molto ariosa grazie a un saggio utilizzo degli altri e con sbalzi di intensità particolarmente azzeccati tra strofa e ritornello, “Lose It”, grazie al suo groove davvero irresistibile e allo spiccato dinamismo dell’arrangiamento, “White Blood”, che porta con sé un algido calore di estremo fascino, “Dazzle”, con il suo ritmi sincopato e il suo suono una volta tanto sporco e distorto, elementi che danno all’ascoltatore un grande senso di coinvolgimento; “Midnight Moon”, infine, risulta frizzante in modo meravigliosamente contagioso.

Ognuno può preferire un genere musicale piuttosto che un altro, ma di fronte alle canzoni belle, scritte, cantate e prodotte bene c’è poco da fare e non ci si può non farsi trascinare. Questo disco trascina eccome e gli Oh Wonder hanno davvero tutto per diventare un progetto importante.

(15/09/2015)



  • Tracklist
  1. Livewire
  2. Body Gold
  3. Technicolour Beat
  4. Drive
  5. Lose It
  6. Landslide
  7. White Blood
  8. Without You
  9. The Rain
  10. Dazzle
  11. All We Do
  12. Midnight Moon
  13. Shark
  14. Heart Hope
  15. Plans
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