Olivia Chaney

The Longest River

2015 (Nonesuch) | folk, songwriter

Di “nomi nuovi” del cantautorato al femminile ne escono praticamente uno ogni settimana, ognuno variamente indicato come legittimo pretendente al “trono di spade” di Joni Mitchell, ugualmente impervio e menagramo. Quante poi sappiano parlare con la stessa voce, e di conseguenza far vibrare l’anima dell’ascoltatore con un semplice accento, una nota sulla propria chitarra, sono probabilmente un'infima frazione.
Olivia Chaney è in questo senso la voce più carismatica a farsi ascoltare da parecchio tempo, tanto da far impallidire molti dei paragoni già spesi per altre artiste magari ugualmente meritevoli ma con personalità decisamente meno spiccata.

Interpretazioni ora volubilmente “blu” (il saliscendi vertiginoso della grandiosa “There’s Not A Swain”, adattata da una composizione di Purcell), ora deliziosamente e placidamente affacciate sui fiordi cileni (l’irresistibile cover de “La Jardinera”) accompagnano in un mondo musicale senza inutili discrasie ma intensamente pervaso di sensazioni, colori, profumi, un’esplosione artistica vibrante, innescata da una spiccatissima sensibilità musicale.
Pochi artisti sanno far risuonare lo strumento (che sia la voce, la chitarra, il pianoforte) con l’intenzione di Olivia (le emozionanti stoccate alla Chantal Acda di “Loose Change”), e farsi interprete della tradizione folk inglese ed europea senza risultarne ingessata, né con una riproduzione patetica (l’ispirato minimalismo Amidon-iano di “Swimming In The Longest River”, Amidon che è forse responsabile dell’importante esordio su Nonesuch).

Le immagini di “The Longest River” mantengono lo stesso carattere suggestivo e pregnante della musica del disco (il flusso di coscienza equilibrista e aritmico di “Imperfections”), acuendone il carattere lirico, centrale grazie anche all’esecuzione e all’arrangiamento “sparso” scelto (“False Bride”), con gli accompagnamenti che appaiono come improvvisi squarci di sole.
Accompagnamenti che rimangono comunque in secondo piano rispetto alla straripante performance solista della Chaney, che ci si augura di vedere presto dalle nostre parti.

(13/05/2015)



  • Tracklist
  1. False Bride
  2. Imperfections
  3. Waxwing
  4. Loose Change
  5. Swimming in the Longest River
  6. The King’s Horses
  7. Too Social
  8. La Jardinera
  9. There’s Not a Swain
  10. Holiday
  11. Blessed Instant
  12. Cassiopeia
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