Preoccupations

Preoccupations

2016 (Jagjaguwar) | post-punk

La terza denominazione per la band di Matt Flegel e Mike Wallace (Women, Viet Cong) non nasce questa volta da una leggera modifica dell'ensemble, quanto dalle polemiche sorte per la valenza politica della loro precedente identità, anche se lo spettro del comunismo e l'eccesso di politically correctness sono solo parte dei motivi che hanno convinto il gruppo post-punk ad abbandonare il nome Viet Cong per il banale e poco convincente Preoccupations.

Il nuovo album del gruppo canadese non offre svolte stilistiche, anzi tutto suona meravigliosamente in linea con le attese: noise, punk, riff spigolosi, synth stuprati e ritmiche mai fantasiose tengono salde le redine del sound, che si offre a una leggera rifinitura dei contorni, che sfumano l'ossessività quasi claustrofobica del passato verso un insolito e malsano chiarore.
Il monocromatismo strumentale e lirico offre ancora intuizioni accattivanti sul versante dei testi, come il singolo "Anxiety" - perfetto archetipo del criptico post-punk tinto di dark che si espande senza più remore nell'arco delle nove tracce dell'album.

Il ritmo prende spesso il sopravvento nell'elaborazione strumentale dei brani, dando forma a un'ipnotica e sospesa mistura di lirismo e fisicità che offre in "Memory" una delle migliori trasfigurazioni del post-punk che sia mai stata messa in atto dalla band, tra pause, accelerazioni e ambient-noise che strapperanno una lacrima ai perenni orfani dei Joy Division.
Se il refrain di "Monotony" gioca con l'enfasi della retromania, "Zodiac" in converso apre nuove strade rinunciando alla parziale rifinitura del sound e lasciando basso e batteria liberi d'involversi verso la canzone più cruda e claustrofobica del progetto.

Corrosivo e geniale nella sua progressione ritmica, "Degraded" fa da spartiacque tra evoluzione e stasi creativa, pur se la sua furiosa e atipica funzione di pop-song sottolinea l'unico vero problema di un disco come "Preoccupations"; la scelta d'incasellare e ingabbiare l'identità sonora della band canadese in un progetto più godibile e definito è il presupposto per quelle prevedibilità e noia che costringono l'ascoltatore a un incessante repeat e a una veloce archiviazione nell'oblio dei dischi da non riascoltare.

"Preoccupations" non modifica neanche per un attimo l'ammirazione di chi scrive per la band canadese, ma permane la sensazione di uno sfibramento emotivo che, pur conservando intatto un senso d'inquietudine, appare meno urgente e graffiante.

(18/09/2016)



  • Tracklist
  1. Anxiety
  2. Monotony
  3. Zodiac
  4. Memory
  5. Degraded
  6. Sense
  7. Forbidden
  8. Stimulation
  9. Fever




Preoccupations on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.