Poppy Ackroyd

Resolve

2018 (One Little Indian) | modern classical

Quarto album per la pianista compositrice inglese. Muovendosi con grazia indiscutibile tra modern classical e new age, e ammiccando alle soluzioni più facili, questo nuovo lavoro lascia un poco amareggiati per l’indubbio talento solo parzialmente espresso. L’eccessivo diatonalismo, infatti, rende questo “Resolve” una piacevole quanto superficiale musica di sottofondo, di intrattenimento, sfuggendo a ogni probabile ricerca musicale.

Beninteso, l’essere commerciale non è certo una parolaccia, anzi, ma qui si percorrono le strade asfaltate e periferiche che costituiscono il perimetro della cupa foresta, laddove si annida quello che qui si accenna solamente. Sembra di essere in presenza di una colonna sonora di un film inesistente. Sebbene in questo album, rispetto ai precedenti lavori per Denovali, la Ackroyd cerchi di aprire i propri orizzonti introducendo altri strumenti, come il violoncello, i flauti, clarinetti, percussioni ecc., proprio questa dimensione forse ne rivela i limiti della semantica, della scrittura, consegnandoci un album sì piacevole ma piuttosto superficiale.

In una recente intervista, Poppy preannunciava questo “Resolve” come “un album ottimista, una luce dentro le dense nebbie oscure. È un album sulla determinazione ad abbracciare le cose positive della vita”. In quest’ottica troviamo la solarità di questo lavoro asservita a una necessità, probabilmente affettiva e comunque personale, della compositrice. In alcuni momenti più felici, come nel caso di “Time”, l’intento sembra riuscire, eludendo un certo gusto per l’ovvio e conducendo in un accennato minimalismo, ove una progressione armonica piuttosto interessante si distende, mutevole, sopra dei percussivi pattern di hang, creando soluzioni acustiche affascinanti e risultando, di sicuro, l’episodio migliore dell’album.

(03/03/2018)

  • Tracklist
  1. Paper
  2. Light
  3. The Calm Before
  4. Resolve
  5. Quail
  6. The Dream
  7. Time
  8. Luna
  9. Stems
  10. Trains
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