Gli Shadow Line sono una giovane band romana di cui avemmo modo di occuparci già qualche tempo fa e che proprio in questi giorni arriva all’esordio sulla lunga distanza per la neonata etichetta capitolina Hit Bit. La band appare notevolmente cresciuta rispetto alle ultime incisioni ascoltate, in particolare sembra aver affinato una ficcante scrittura pop dal gusto molto contemporaneo, a base di ritornelli spesso uncinanti e di un chitarrismo wave nervoso e ben sagomato.
Il concetto essenziale è quello di un party pop-rock sculettante e dinamico, che chiama il dancefloor come luogo naturale in cui srotolare le sua trame incendiarie.
Le qualità dei pezzi è mediamente buona, con picchi d’eccellenza nelle iniziali “Untitled” (in cui appare piuttosto decisivo il riferimento ai momenti più melodici del primo album dei Bloc Party) e “Rock City”, intrisa di una rabbia mod-schitarrante (oggi la si ritrova in gruppi come Kaiser Chiefs o Courteneers) che da queste parti è sempre più che ben accetta. Notevoli anche “Stoned”, dal piglio più introspettivo e con ottimi intrecci vocali, e “One Shot It”, un singolo bell’e confezionato, che guadagna una prospettiva abbastanza diversa rispetto alla versione inclusa nel vecchio Ep, forse grazie a un arrangiamento innaffiato da tastiere lubrificanti che lasciano scivolare la melodia fino a tuffarsi in un ritornello inesorabile.
Se l’obiettivo era quello di scrivere belle canzoni pop, sulla falsariga di una tradizione artigianale prevalentemente inglese (dal britpop a scendere, con qualche rinvio sparso alla new wave) l’operazione è riuscita. Certo, l’ambito in cui gli Shadow Line hanno deciso di cimentarsi non lascia grossi margini per esprimere contenuti molto originali, anche perché le band dedite a questo tipo di rock melodico a base di chitarre oggi sono molte e il ricambio è continuo (per non dire istantaneo).
E’ chiaro che in una competizione così spietata sopravviverà chi saprà mettere a frutto una maggiore capacità di sperimentazione e inventiva, al di là dei generi troppo codificati (e in “Erasing Mind” si intravede già qualcosa in questo senso). Ma queste sono (per ora) questioni oziose, le canzoni ci sono e il tiro non manca e questo è senz’altro un punto di partenza significativo.
08/12/2008