BOX - Studio 1

2008 (Rune grammofon)
avant-jazz, noise-prog

C’erano una volta i supergruppi, e suonavano il progressive rock. Cos’è cambiato da allora? Niente, solo che il progressive di oggi è molto più rumoroso di quello di ieri. Nella formazione dei Box si incrociano molte delle strade più “progressive” dell’avant-rock contemporaneo: la tastiera viene dai Supersilent, la chitarra dallo Scorch Trio, alla batteria c’è Morgan Ågren (storico collaboratore di Frank Zappa, oggi nel giro Meshuggah), al basso l’onnipresente Trevor Dunn (eminenza grigia di molti progetti di Mike Patton, oggi indaffarato con le numerologie zorniane dei Moonchild).

Niente a che vedere con gli Emerson, Lake & Palmer insomma; molto di più coi King Crimson (o gli Skullflower!) di “Larks Tongues” e coi prodigiosi Massacre (“Killing Time”, 1981 A.D., non plus ultra della no-wave improvvisata e progressiva).

Quello dei sei brani di “Studio 1” è un astrattismo materico, reduce degli sfregi di Hans Hartung: i pezzi sono interamente strumentali e improvvisati, i titoli asettiche indicazioni autocontraddittorie (“Senza Titolo + Numero”), il sound un ribollire magmatico, capace di improvvise estrusioni concrete, raffreddamenti, vaporizzazioni.

Quaranta minuti circa, all’insegna di un chitarrismo ustionante e free-form (Scorch Trio, nomen omen), batteria fusion ipercinetica e l’inconfondibile cyberpunk delle tastiere di Mr. Supersilent. Proprio il suo inconfondibile soffio ctonio proietta la musica in un panorama da vulcano abissale: eruzioni sulfuree, composti ritmici instabili, biologie estreme e inusuali.

Non ha un capo o una coda, il flusso proteiforme di “Studio 1”, ma ha la forza dirompente della materia primordiale: è nella violenza monolitica della sua orogenesi che si determinano i nessi della sua geografia. Libere associazioni, apparizioni fugaci che si reimpastano in un caos solo localmente ordinato, questi “Untitled” vivono di un gorgoglio di episodi – un eterno presente di raptus linguistici, in cui passato e futuro non hanno alcun significato.

“Studio 1” non teme confronti con mastodonti del “genere” come Ground Zero, Altered States, Painkiller e testimonia quanto anche oggi possa valere l’eredità progressiva per creare musica esaltante, equidistante tanto dall’innovazione a tutti i costi quanto dai manierismi di ogni forma.

08/03/2008

Tracklist

  1. 1. Untitled 9
  2. 2. Untitled 11
  3. 3. Untitled 7
  4. 4. Untitled 3
  5. 5. Untitled 13
  6. 6. Untitled 12
  7. Video
  8. 1. Live a Oslo 17/06/07 (04:32)
  9. 2. Live a Ginevra 15/06/07 (04:22)
  10. 3. Live a Stoccolma 13/06/07 (01:57)

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