1977: Londra in fiamme, “disturbata” irrimediabilmente dal punk “no future” di Sex Pistols, Clash, Damned, Buzzcocks, Stranglers…
2007: lo straordinario “bagno di giovinezza” cui le punk-band sottoposero il rock&roll viene ribadito, in occasione del trentennale dei suoi primi vagiti, da questa ottima iniziativa della Tre Accordi Rec./ Self, realizzata col patrocinio spirituale e pratico di Punkadeka, il più importante e approfondito sito punk italiano.
Ventitré abili e consumate punk-band italiane, esplose soprattutto durante i 90, che coverizzano anthem fondamentali o poco meno di quell’anno cruciale (con qualche eccezione), con grande personalità, rinnovata energia e soprattutto entusiasmo.
Riascoltando brani come “Holiday In The Sun”, “Neat Neat Neat”, “Garageland”, “Los Angeles”, capisci come quell’energia vergine e sintetica, genuinamente dissacrante, sia andata parzialmente perduta nei decenni successivi, in pesanti e pedanti recrudescenze hardcore e inutili sottogeneri. Un po’ la stessa cosa successa all’hard e al metal primigenii.
Questa godibile raccolta-tributo ci ricorda allora come in quegli anni in Inghilterra come in America il punk (etichettato col senno di poi “human punk”) non significasse necessariamente negazione assoluta della melodia trasversale (Buzzcocks, Adverts, Vibrators…) o di generi precedenti, come surf, rock&roll, ska, reggae, glam (Ramones, Clash, Generation X …), ma fosse prima di tutto un ritorno (preceduto dal “proletario” e apripista pub-rock) all’essenzialità e alla purezza del rock&roll, riviste con l’adrenalina della frustrazione giovanile (…1-2-3-4) e l’ottica nichilista del no-future.
Ecco perché bene hanno fatto i compilatori a includere cover di New York Dolls (“Vietnamese Baby”) e Cramps (“Lonesome Town”). E non avrebbe certo guastato in tale ottica al n.24 una “Sonic Reducer” (Dead Boys).
La rivista acclusa al cd offre un’ampia ed esauriente panoramica delle punk-band italiane coinvolte, oltre a tre articoli sull’avvenimento firmati da Federico Guglielmi, Stefano Gilardino e Marco Philopat.
La resa delle cover è convincente: le band riescono, pur con un approccio modernista, a preservare lo spirito originale. Permettetemi di esprimere una particolare predilezione per “Vietnamese Baby”/ New York Dolls (Thee STP), “Neat Neat Neat”/ Damned (Mudlarks), “Suzy Is A Headbanger”/ Ramones (Senzabenza), “Los Angeles”/ X (Sorelle Kraus), “Automatic Lover”/ Vibrators /(Super Sex Boy), “One Chord Wonders”/ Adverts (Valentines), “Holidays In The Sun”/ Sex Pistols (Tommi e gli onesti cittadini), “Action Time Vision”/ Alternative Tv (Club27), “Garageland”/ Clash (Klaxon), “Victims Of The Vampire”/ Slaughter & The Dogs (Taxi), senza nulla togliere alla grinta e passionalità delle altre band.
Nessuna formazione dal Sud Italia… o sbaglio? Sei cover americane e ben 17 inglesi! Ma allora il punk è nato in Inghilterra?
14/11/2007