TOMVIOLENCE - Tomviolence

2005 (Black candy records)
post-rock

Nonostante il moniker , la musica dei toscani Tomviolence ha

pochissimo da spartire con i Sonic

Youth e il noise-rock. Tra le nove tracce di questo omonimo esordio,

piuttosto, troverete il suono rock che ormai da tempo ci ostiniamo a definire

post- , e che segue coordinate ben precise: Slint, Mogwai, June Of ‘44, e via di questo passo.

Un affresco elettrico e dal sapore malinconico che, grazie all’apporto di

violino e sax, sa farsi anche raffinato, ovvero sconfinato nel suo scandagliare

profondità spirituali che, ad esempio in “Walthamstow Central” (con l’

l’elettronica di Luca Di Mira dei Giardini Di Miro), esprimono bene il senso di

un sinfonismo che potremmo definire “introspettivo”, capace di lussureggiare

implacabile e in crescendo.

A modo suo, una band che sa essere epica nel

tratteggiare zone d’ombra e rivoli di luce crepuscolare (“To Set Something

Convivial”), e, oltre il rock, riesce ad andarci anche con quel respiro

“cameristico” che ha radici lontane e prospettive senza tempo (“Too Steaming To

Impress”). Giochi di sfumature, giochi di pulsazioni digitali e di voci lontane,

con tanto di glockenspiel (Garlo Frigeri dei Joe Leaman) in “Another Fashion

Victim”.

Tutto, in fondo, da qualche parte già sentito, già prefigurato,

ma, a dirla tutto, sempre vitale, sempre capace di farci andare oltre noi

stessi, per quel poco che basti a non farci perdere per sempre il controllo.

Sappiamo bene, in fondo, cullarci con attenzione tra le maglie di un sogno che,

prima o poi, potrebbe tramutarsi in un incubo senza fine, anche se è davvero

difficile scorgerne i contorni, nascosti, come sono, dietro un volto opaco

(“Heartbeat”). E, quando lì fuori l’autunno spoglia gli alberi e raggela i

silenzi, cosa c’è di meglio che mettere su una ballata minima, fragilissima,

scarnificata nel cuore e nell’anima come “Good Morning”? E se cercate qualcosa

che minimante vi faccia tornare con la mente alla band di “Evol”, allora vi

bastino “No Years Old” (squarciata da improvvise vibrazioni elettriche) e “Quite

Good Not Song” (math-rock come è giusto che sia, e in modo che il noise sia solo

una superficie grumosa, ruvida, ribollente, raggiunta per strade impervie, tra

saliscendi e scorciatoie perigliose).

Un esordio promettente, insomma,

nonostante il suo essere un po’ troppo calligrafico. Ma, come dire, questo non è

propriamente un difetto, anche perché crediamo che il talento ci sia tutto. Ed è

per questo che concediamo loro qualcosa, anche se, sia detto per inciso, d’ora

in poi si accettano solo salti di qualità e maggiori dosi di personalità.

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30/04/2026

Tracklist

  1. 1. To Set Something Convivial
  2. 2. Walthamstow Central
  3. 3. Too Steaming To Impress
  4. 4. Quite Good Not Song
  5. 5. No Years Old
  6. 6. Another Fashion Victim
  7. 7. Heartbeat
  8. 8. Good Morning
  9. 9. Spop

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