SIOUXSIE AND THE BANSHEES - Hai!

2003 (Sioux records)
avantgarde

19 agosto 2002: Siouxsie and The Banshees hanno appena concluso il loro “7 Year Ich Tour” con un’apparizione al Coachilla Festival, Tokyo. All’indomani, Siouxsie e il batterista Bugie si ritrovano in uno studio di registrazione per dare vita a “Hai!” il loro quarto album in studio. Quel giorno, uno dei più grandi sogni di Budgie si realizza: collaborare con Leonard Eto, storico percussionista dei Kodo. Ecco che si comincia a suonare ininterrottamente per più di un’ora. Solo percussioni. Due set di batterie utilizzate dai due percussionisti. Questa drum session è stata utilizzata come base sulla quale il disco è stato “modellato” e sulla quale Siouxsie ha provveduto alle parole e agli arrangiamenti melodici, compito non facile vista la totale assenza di chitarre.

Già dalla copertina, curata dall’artista giapponese Kimiko Yoshida, si ha un anticipo del contenuto: un disco minimalista, ispirato (e dedicato) alla cultura giapponese, basato sul binomio “voce-batteria” che rappresenta un ritorno alle origini per i Creatures, un ritorno al primo disco, “Feast”, dell’83, se non addirittura alla Ju-Ju session dei Siouxsie and The Banshees dell’81, quando i Creatures e le loro prime canzoni nacquero quasi per caso.

Questo nuovo disco si apre probabilmente con la traccia più interessante: “Say Yes!”. Una cavalcata percussionistica caratterizzata dal daiko (grande tamburo giapponese) di Leonard Eto, e in cui la voce di Siouxsie appare solo alla fine per pronunciare le parole “No more maybe, no more could be. Say Yes!”. Il primo singolo estratto è invece “Godzilla!” (perfetto per rappresentare l’intero album), simbolo assoluto della cultura giapponese, per il quale è stato realizzato un video composto da una serie di sketch estrapolati da alcuni film anni 40 (rigorosamente in bianco e nero), in cui appare una Siouxsie in piena forma, per la quale gli anni sembrano non essere passati.

“Seven Tears”, pur non distaccandosi dalla filosofia del disco, sembra riproporre alcune sonorità anni 80, soprattutto nell’utilizzo del synth .”Imagoro” (letteralmente “A proposito di quest’epoca”) – che a detta della stessa Siouxsie “è un modo per utilizzare la lingua giapponese… c’è una certa energia in questa canzone, ma anche un senso di rassegnazione… una sorta di risanamento..” – sembra dedicata al suo passato con i Banshees. “Tourniquet”, molto “soft jazz”, è candidata a diventare il secondo singolo e stimola a pensare a un video black ‘n’ white in perfetto stile anni 30, nel quale appare una Siouxsie Sioux-Marlene Dietrich su un palco hollywoodiano decadente.

L’intero album è diviso in due parti: la prima parte è molto tribale e decisamente più sperimentale della seconda, in cui invece si lascia più spazio al sentimento e al romanticismo, sia dal punto di vista del sound, sia da quello dei testi, che divengono molto più intimi, persino eccessivi se messi in relazione con la struttura scarna delle prime canzoni, costruite tutte su poche frasi (basti pensare a “Say Yes!”).

Il disco è disponibile in due versioni limitate: la prima comprende, oltre a “Hai!”, un dvd con la Tokyo session di Budgie e Leonard Eto; la seconda, invece, comprende la versione studio e quella strumentale dell’album. Un disco interessante, insomma, che si discosta notevolmente dalle proposte del mercato musicale internazionale, proponendo sonorità originali, a metà tra minimalismo e avanguardia, da parte di due personaggi – Siouxsie e Budgie – da sempre interessati alla sperimentazione.

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27/10/2006

Tracklist

  1. 1. 1 Say Yes!
  2. 2. 2 Around The World
  3. 3. 3 Seven Tears
  4. 4. 4 Godzilla!
  5. 5. 5 Imagoro
  6. 6. 6 Tourniquet
  7. 7. 7 Further Nearer
  8. 8. 8 City Island
  9. 9. 9 Tantara!

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