CRACK CLOUD - Peace And Purpose

2026 (Tar / mm / uoh)
art-pop, punk

Come lo stesso Zack Choy, leader (o anti-leader) del collettivo canadese Crack Cloud, dichiara: “Peace & Purpose” è stato registrato interamente nel mio seminterrato, con un solo microfono, utilizzando altoparlanti e strumenti di fortuna. Una scelta radicale che accompagna il quarto capitolo della band, sempre più orientata verso un’autonomia totale.

Arditi e coerenti, i Crack Cloud confermano anche così la straordinaria resistenza di una formazione da sempre ai margini dei grandi circuiti. La loro è una traiettoria controcorrente: dagli esordi post-punk a un rock progressivamente più sperimentale, con escursioni tra dance, psichedelia, elettronica e free jazz. Un percorso segnato anche dalla natura fluida del collettivo, aperto a musicisti che si uniscono e si allontanano nel tempo.
Anche i testi restano armi affilate e antagoniste, puntate contro il sistema, capaci di osservare la realtà dalla prospettiva più scomoda (non a caso il progetto nasce come percorso di recupero per tossicodipendenti da crack) mettendone a fuoco contraddizioni e disuguaglianze.

Tra bassi slabbrati, echi e suoni approssimativi, “Peace & Purpose” non fa nulla per nascondere la propria natura lo-fi: già questo basta a definirne una presa di posizione. È come se la band rivendicasse la necessità di catturare spontaneità e urgenza espressiva senza troppe sovrastrutture.
I quattordici brani del disco funzionano come fotografie leggermente sfocate, restituendo una realtà filtrata dallo sguardo dei Crack Cloud.
In continuità con “Red Mile”, emergono echi di punk-reggae rétro alla Clash in “Not The Same Thing” e “Shut The Fuck Up”, dove la voce acida di Zack Choy richiama quella di Mick Jones. La furia punk esplode invece nell’inno ecologista “Stop Cutting Me Down”, con motoseghe in sottofondo.

L’intensità sommessa di “Safe Room” invita a non chiudere il mondo fuori dalla porta di casa, mentre la nostalgica “Marathon Of Hope” ci riporta al 1981 e alla storica impresa di Terry Fox.
Una vena disillusa, alla Jarvis Cocker, emerge nella ballata “Phantom Limb”, mentre “Pick Apart” si muove su cadenze hip-hop tra beat digitali. “Red House”, invece, si sviluppa su loop ipnotici che rafforzano la componente più elettronica del disco.

“Peace & Purpose” è un disco pieno di sorprese: esplosioni chitarristiche improvvise, svolte melodiche inattese, rumori ambientali e intrusioni digitali che spiazzano e arricchiscono l’ascolto. Al termine, resta la sensazione di aver attraversato un mondo vario e sfaccettato, un po’ stralunato, a tratti naïf, ma vivo, spontaneo e autentico.

28/03/2026

Tracklist

  1. Peace & Purpose
  2. Safe Room
  3. Not The Same Thing
  4. Life On A Farm
  5. Pick Apart
  6. Marathon Of Hope
  7. Stop Cutting Me Down
  8. Shut The Fuck Up
  9. Réunion
  10. Phantom Limb
  11. Thoughts On My Faith
  12. Eris On The Run
  13. Red House
  14. Truth In Trauma

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